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Documenti per la riforma della scuola

 











 

Tendenze ICT nella scuola





Nel Blog della World Bank, lo specialista
Robert Hawkins, delinea le 10 tendenze fondamentali  dell'ICT nel settore educational.

 

 

 

RAPPORTO SULLA SCUOLA IN ITALIA  2010

 

 

 

 

 

 

Risorse per le LIM di D. Barca
 

 

 

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Luciano Pes

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Logo scuola sarda
             Attenzione,questo sito non ha nulla a che fare con l'USR per la Sardegna. I riferimenti ancora presenti in alcune pagine verrnanno rimossi
             quanto prima.
  .Il giornale della scuola sarda Piattaforma dokeos: e-learning    
  Apple:  cambia il modo di produrre i testi scolastici. Fine di un'epoca.
  Funziona così:
1- Il mercato dei libri scolastici vale in USA 8 miliardi di dollari, in Italia quasi uno (assurdo, se si fanno i paragoni).
2- Se questo mercato diventa digitale si può costruire un modello economico in cui tutti guadagnano qualcosa(Apple vince, le famiglie degli studenti vincono), gli editori portano a casa la pelle.
3- Naturalmente oggi vince Apple, state certi però che Amazon e Google non staranno a guardare. A breve aspettatevi il market textbooks per Android.
4- La mossa di Apple è a tenaglia (all'interno ci sono gli editori).
Prima mossa.
a- gli editori vendono nella piattaforma Apple i libri digitali al prezzo massimo di 11 euro (circa 14 dollari, anche troppo, ma comunque fortemente ridotto se si pensa che il costo medio di un testo scolastico in usa è di  75 $), qualsiasi sia il loro prezzo cartaceo.
b- Apple vince due volte : per leggere i libri occorre avere l'IPAD e inoltre perchè gli editori devono cedergli una percentuale sulle vendite (il 30%, come per la musica ?)
c- Gli editori portano a casa la pelle perchè i loro libri vengono venduti e non piratati.
d- le famglie e gli studenti sono contenti perchè i libri hanno in alcuni casi sconti del 90% e poi si possono acquistare anche un capitolo per volta (1 euro?)
Seconda mossa.
a- Apple regala il sistema autore per costruire libri scolastici digitali accattivanti ai docenti.
b- I docenti costruiscono i libri e li vendono o li regalano sulla piattaforma di Apple.
c- Apple guadagna perchè i docenti acquistano l'IPAD.
d- I docenti guadagnano perchè fanno le loro APPS didattiche e le vendono oppure le regalano per prestigio (vanity press).
Prima o poi si realizzerà l'idea originaria di Steve Jobs: pagare non gli editori ma direttamente gli autori(i docenti) per produrre libri scolastici digitali e vendere IPAD con i libri già pre-caricati. Morale: Gli editori per vendere i loro contenuti devono pagare Apple perchè non sono stati capaci di innovare. Non è Apple che paga gli editori per avere i loro contenuti, sono gli editori che pagano Apple. Domanda : perchè un ente pubblico dovrebbe pagare gli editori per avere i loro contenuti, quando in un modello alla Apple sono loro che devono pagare?
  12 trend per il 2012 e 12  situazioni destinate a sparire prima del 2020 a scuola
  Nel sito statunitense MindShift si  propongono 12 trend che prenderanno piede o si rafforzeranno nel 2012 e altrettanti trend, azioni, cose o aspetti organizzativi  che invece spariranno da qui al 2020 nei sistemi scolastici. L'ADI ha tradotto queste considerazioni nell'articolo seguente:
 Leggi
 
  Social learning
  Una bella presentazione sul social learning: chiara, informativa e pratica. Consultatela e capirete ancora di più perchè il processo di digitalizzazione dei contenuti didattici nell'era dell' web 2.0, della generazione degli uploader e dei prosumer,  passa necessariamente attraverso il coinvolgimento dei docenti e degli studenti della scuola.
Leggete la presentazione
 
  Un'analisi di
  Nella pratica educativa sono cambiate più cose negli ultimi dieci anni che nei precedenti 1000. L'origine e le cause di questo cambiamento, più che all'accademia, ai docenti, alle scuole, scaturiscono da una serie di fattori che possiamo richiamare con una parola: internet. La rete è un grande  locomotore che sta cambiando il modo di apprendere e di condividere il sapere. Ecco i dieci eventi o strumenti che hanno avuto maggior impatto sull'apprendimento.
1- In precedenza l'educazione era sotto la tirannia di tempo e spazio, con la fruizione asincrona dei contenuti non più.
2- Intelligenza connettiva: liberi da un apprendimento solo lineare, via libera ai links e alla connessione fra di noi.
3- Ricerca e recupero: 24 ore su 24, 7 giorni su 7, siamo in grado con google di ritrovare le informazioni in un oceano.
4- Wikipedia, il 5° sito al mondo, completamente libero, fatto dagli utenti, disponibile in tante lingue.
5- Facebook, molte scuole lo proibiscono e sbagliano; social media è condividere le conoscenze e collaborare.
6- Twitter : anche  scrivere testi di 140 caratteri è scrivere, inoltre ci vuole sintesi.
7- Youtube ci ha insegnato come costruire brevi video. La lezione dura un'ora ? Troppo.
8- Videogiochi interattivi, basati sul learning by doing sulla correzione degli errori. Con i tablet sono ancora più immersivi.
9- Conoscere è un atto social, però i contenuti vanno presentati con tools come Word, Powerpoint e Flash. Importante.
10-Open source, non solo sul software; anche i contenuti ormai lo sono, quindi possono essere riutilizzati e condivisi.

Leggi l'articolo e buon 2012.
 
  Il ministro Profumo e  libri fatti dai docenti. La regione Sardegna e libri fatti dagli editori.
  Il nuovo ministro Profumo ha capito che i materiali didattici elettronici (meglio dire digitali) devono essere preparati dai docenti delle scuole, mica dagli editori (leggete qui). Questo suggerisce l'esperienza di book in progress di Brindisi, qui sotto recensita, che lo stesso ministro ha visitato ieri e che adotta solo libri scritti dai docenti; interessante anche perchè abbatte i costi dei testi scolastici del 90%. Questa visione innovativa, giusta,  in tempo di crisi è sicuramente opportuna.
  Visione  che era tra l'altro  all'origine del progetto di scuola digitale della stessa regione Sardegna, come risulta dalla delibera n. 52/9 del 27.11.2009  e che oggi  pare (spero sempre di sbagliarmi) sia stata abbandonata a favore  di un imminente bando di gara  che consegna i fondi POR sardi, previsti per la parte "contenuti" del progetto,  a  favore dei soliti noti editori del cartaceo (tutti continentali, manco uno sardo)  che finora, non solo non hanno fatto innovazione ma la frenano e si dividono in tre o quattro  i 750 milioni di euro che le famiglie italiane sono costrette a sborsare per i libri di testo scolastici. Il tempo degli sprechi è finito; in Grecia, con la crisi, il governo manda  alle scuole non più  libri cartacei ma un solo cd-rom, proprio uno solo, poi se lo riproducono le stesse scuole. Fine di un business.
Anche in Italia il tempo degli sprechi è finito. Basta con libri cartacei che costano 40 euro, con genitori costretti a spendere anche 500 euro all'anno per i testi scolastici. C'è la possibilità di spendere appena 35 euro all'anno, come nell'esperienza di Brindisi, oppure di avere i materiali didattici gratis se questi vengono finanziati con fondi comunitari come nel caso del progetto di scuola digitale della Sardegna. Caro assessore Milia, un altro passo avanti in questa direzione, per favore. Lei ha dimostrato di  aver già percorso questo sentiero, questa "semida" , quando per esempio ha accolto l'idea che devono essere i docenti più esperti (master teacher) a condurre per mano i loro colleghi meno esperti  nell'attività formativa per le LIM, quando ha stabilito che devono essere le scuole a decidere che LIM adottare. Spero che Lei  segua la "semida" del ministro Profumo, anche perchè forse è più giusto dire che è Profumo un suo follower. Se ne sarà capace, sarà ricordato come l'assessore che ha fatto risparmiare alle famiglie sarde  la quota parte dei 750 milioni del budget nazionale per i testi scolastici. Un passo nella direzione opposta invece (lei non lo merita)  e sarà ricordato come l'assessore che ha usato fondi pubblici per finanziare gli editori nazionali, ciò che neanche il governo romano vuole fare più, mettendo a disposizione  fondi POR della Sardegna per risolvere problemi di aziende editoriali che, operando al di fuori della Sardegna (l'apporto degli editori sardi nella scolastica è ampiamente trascurabile) farebbero lavorare solo ditte del continente.

A proposito di scuola digitale, ecco un esempio di scuola digitale che non vogliamo. Quella che i Goldman Sachs boys si stanno costruendo negli USA.

 

  Oltre al trentino c'è di più ...Il ministro Profumo visita la scuola dei libri fatti dai docenti
 

Fanno innovazione didattica vera non  solo le scuole , ottime,  del trentino; anche al sud, precisamente a Brindisi, c'è chi ha creato, con pochissimi soldi, un progetto veramente interessante.Una rete di 60 scuole che fanno capo all'Itis Majorana di Brindisi, grazie al lavoro e alla professionalità di 800 docenti, producono e stampano in casa i libri che poi adottano, facendo spendere ai ragazzi neanche  un decimo rispetto alla spesa annuale per i libri di testo.
Le famiglie ringraziano.
Potete approfondire leggendo questo articolo.
 
  Il 2012 sarà l'anno della scuola digitale ?
 
Leggete un articolo del Corriere, non è male.

 

 

E  daje, quando non sanno cosa dire ripetono la solita solfa: le scuole medie sono inadeguate, anzi “inferiori”  e le professoresse sono vecchie.

 

I brillanti analisti della fondazione Agnelli si chiedono  “Perché i problemi della scuola italiana nascono alle medie ?”, dando per scontata una cosa che non lo è affatto. Quasi che la scuola secondaria di primo grado fosse popolata di docenti antropologicamente differenti da quelli delle scuole primarie, vanno avanti con la solita tiritera. Le medie sarebbero “la terra di mezzo”, “il vaso di coccio” rispetto all’eccellenza delle scuole elementari, e così riproducono fedelmente  uno dei luoghi comuni più statii e meno giustificati dai fatti, tanto che  Luca Ricolfi nel suo testo “Illusioni italiche. Capire il paese in cui viviamo senza dar retta ai luoghi comuni (2010)” dedica all’argomento un gustoso capitoletto.

A scanso di equivoci,  il rapporto della fondazione si preoccupa  di  escludere la benché minima responsabilità degli studenti italiani, definiti non dissimili dai loro coetanei europei.  La colpa sarebbe invece dei docenti: vecchi, poco inclini al dialogo con gli adolescenti e dediti ad un turnover impressionate.
La soluzione che  i costruttori di automobili propongono, oltre la normale “rottamazione” dei  docenti (troppo vecchi, ovvio), viene individuata nel prolungamento del  tempo scuola con l’apertura delle scuole di pomeriggio (ma non esiste già il tempo prolungato ?)  e nella costituzione di un nuovo  ceto di docenti, appositamente formato per insegnare nelle scuole  secondarie di primo grado. Insomma, ecco svelato l’arcano, giustamente  questo ordine di scuola si chiamavmedia inferiore.  L’aggettivo si dispiega in questa concezione in  tutta la sua potenza di rappresentazione.

I docenti sono vecchi ? Perché quelli che sono ora al governo, sostenuti dai torinesi, sono più giovani ? Non mi pare. Come mai in alcuni casi i vecchi sono saggi e preparati e in altri casi sono da rottamare ? Quali sono le indagini comparative internazionali che vengono portate a sostegno delle affermazioni. Vediamole. Ocse Pisa ? Non può essere. Questa indagine riguarda solo i quindicenni, cioè nel 98% dei casi, riguarda i ragazzi del biennio delle “superiori”.  Solo il 2% fra essi proviene infatti dalla scuola secondaria di primo grado. E, poiché quindicenni, è ovvio che in questo paniere finiscano solo gli studenti  ripetenti. Pertanto è assolutamente normale che in questa indagine i ragazzi ancora alle medie risultino al di sotto della media di altri sistemi scolastici che invece hanno una scansione differente degli ordini scolastici. Ma forse si fa riferimento ad un’altra indagine, l’indagine Tims del 2007, quella che fece titolare tutti i giornali italiani “Ottime le scuole elementari, male le scuole medie.  Su questo ho già scritto che si tratta di falsità, potete leggere qui.  

Le cose sono abbastanza semplici da capire: elementari, medie, superiori  siamo tutti nella stessa barca. Il sistema scolastico italiano è costoso, anche se paga poco i docenti e inoltre  scontenta tutti: studenti, famiglie e decisori politici. Non sarà il caso di cominciare a pensare ad un sistema scolastico sardo ?  

 

  Finanziamenti per l'utilizzo del sardo nell'insegnamento di qualsiasi disciplina
  Mancai zopi zopi e abellu abellu, sa Regione Sarda finanziada cursus po s'insignamentu de su sardu curriculare.
 

Bai a biri in su logu de sa regione

Logo Regione Sardegna
 

    Risorse didattiche libere, interessanti  e quasi sempre gratuite
 

Federica
Non è il nome di una bella ragazza ma il sito che consente accesso libero ai materiali didattici
digitali prodotti dall'Università  Federico II di Napoli.
Federica è
-Living Library
: un elenco di siti didattici ben catalogati da esperti
-campus virtuale: ricostruzione tridi- mensionale dell'Ateneo Federico II
-mobile learning: le risorse disponibili per iPhone e iPod Touch.

 

LEARN ANYTHING FROM ANYONE

Our vision is to transform every city into a university, every venue into a campus, and every neighbor into a teacher and student.  Skillshare is a community marketplace to learn anything from anyone. We believe that everyone has valuable skills and knowledge to teach and the uriosity to keep learning new things. This means our neighborhoods, communities, and cities are really the world's greatest universities. Our platform helps make the exchange of knowledge easy, enriching, and fun.

 

Uno spazio di collaborazione per l'apprendimento delle scienze.

Scitable is a free science library and personal learning tool brought to you by Nature Publishing Group, the world's leading publisher of science.

Skype in the classroom is a free community to help teachers everywhere use Skype to help their students learn. It’s a place for teachers to connect with each other, find partner classes and share inspiration. This is a global initiative that was created in response to the growing number of teachers using Skype in their classrooms.


Teach the world on line- Volontari che insegnano inglese on line in tutto il mondo.

10 Open Education Resources You May Not Know About (But Should)

A WORLD-CLASS EDUCATION FOR EVERYONE ON EARTH

Academic Earth was founded with the goal of extending high-quality online learning opportunities to people around the globe.

Fai delle richieste di aiuto e riceverai una risposta.  
    Big Bang, fra i 100 punti per l'Italia presentati alla Leopolda di Firenze, uno riguarda i libri di testo
  tesi 85. Ebook per tutti. Moltissimi libri sono liberi dai diritti d’autore, in pratica lo sono tutti i classici della letteratura italiana. L’invenzione degli ebook ha eliminato i costi di stampa e di distribuzione di un libro e, nel caso specifico, non essendoci diritti d’autore, neppure questa voce di spesa è presente. I costi sono soltanto legati alla accessibilità su web dei titoli e l’organizzazione del loro downloading. Il Ministero della Pubblica Istruzione, con spesa molto contenuta, potrebbe offrire la disponibilità degli e-readers a titolo gratuito a tutti gli studenti e promuovere una diffusione simile, a basso costo, anche dei libri di testo (anche se alcuni punti sono discutibili, la tesi è comunque interessante).
 
    Open Educational Resources
  Il movimento OER (Open educational resources) opera nel campo della didattica seguendo lo stesso modello del software  open  source. Nel sommario del libro Giving Knowledge for free  si legge:
An apparently extraordinary trend is emerging. Although learning resources are often considered as key intellectual property in a competitive higher education world, more and more institutions and individuals are sharing digital learning resources over the Internet openly and without cost, as open educational resources (OER). This study, which builds on previous OECD work on e- learning, asks why this is happening, who is involved and what the most important implications are.
Scaricatevi il testo in pdf
 
    Scuola 2.0 in Spagna
   Come vuole il buon senso, in Spagna costruiscono la scuola 2.0 a partire da cinque capisaldi.
1- Dotazioni hardware : lavagne interattive per i docenti e pc portatili per gli studenti;
2- Materiali didattici, generati dai docenti attraverso un processo continuo, che non finisce quando i fondi del progetto hanno termine ma si rinnova;
3- Formazione continua dei docenti sull'uso  dell'hd e su come generare altri  materiali;
4- Responsabilizzazione della famiglia per un corretto uso dei device per l'apprendimento;
5- Evoluzione e disseminazione delle buone pratiche.
Il progetto è cofinanziato dal Ministero e dagli enti locali.

Leggi e guarda i video del progetto.
 
    Cosa è in grado di fare anche un solo docente... altro che industria editoriale !
  Circa 2.500 piccoli video su youtube consentono a chiunque, da qualsiasi posto e in modo del tutto gratuito di imparare matematica, scienze, discipline umanistiche e altro. Magari oggi si dirà:  "... purtroppo  sono in inglese", domani si dirà "meno male, che gran fortuna".
Vai al sito
 
    Qualche documento sul convegno sulla scuola digitale di Cabras
  Roberto Maragliano  sull'Immobile scuola.
Un' interessante analisi sull'editoria digitale del dott. Agostino Quadrino di Garamond.
Leggi...
Chi produce i contenuti didattici nell'web 2.0 ? Editori o docenti ?
Leggi l'ultimo numero della rivista Bricks, veramente interessante per capire l'intricata rete di problematiche legate al libro di testo digitale.
Visiona il sito di Book in progress: una rete di circa 300 docenti  che scrive e stampa i libri di testo  all’interno delle scuole.
 
    Il futuro dell'editoria cartacea in relazione al digitale
  In questo libro l'editore Sara Loyd scrive il Manifesto dell'editore del XXI secolo, ovvero come gli editori possono riposizionarsi e cambiare modello di business nel mondo digitale. Ha ancora senso il mestiere dell'editore nell'era della disintermediazione resa possibile da internet? Gli editori sapranno trovare nuove modalità per produrre valore oppure spariranno ?

Leggi ...

 
    Nuova forma libro di testo OpenTextBook
  A registry of textbooks that anyone can access, reuse and redistribute.
Anzichè riscoprire la ruota tutti gli anni e adottare nuovi libri di testo non è meglio costruirli, condividerli, modificarli, svilupparli e regalarli una volta per tutte ?

Vai al sito
Connexions is a place to view and share educational material made of small knowledge chunks called modules that can be organized as courses, books, reports, etc. Anyone may view or contribute.
Gli autori creano i piccoli moduli, i docenti li assemblano liberamente e in questo modo si crea il libro di testo gratuito.
Vai al sito.

 
    Libri di testo digitali: come saranno ? Chi li realizzerà ? Cambierà il sistema editoriale ?
 
L'art. 15 della legge 133 del 2008 dice "... A partire dall'anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all'adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili". Non dice però come saranno questi libri e per quale strumento digitale saranno prodotti. Io sono convinto che :
1- i libri di testo digitali risponderanno alle  regole dell'economia digitale, saranno cioè gratuiti come è gratuito fare ricerche in Google;
2- risponderanno alla logica dell'WEB 2.0: non ci sarà chi li produrrà e chi  li leggerà ma saranno  prodotti-letti dai prosumers, i  produttori consumatori, esattamente come succede per i contenuti di facebook dove  i contenuti vengono prodotti dagli utenti;
3- con la multimedialità saranno molto più attraenti di un libro di testo tradizionale tuttavia non si perderà affatto il significato e il valore della parola scritta. Il testo scritto permane anche se diventa digitale;
4- gli editori saranno costretti a cambiare il loro modello di creazione di valore: chi non lo farà sparirà. Trucchi  come quello del libro misto appariranno in tutta la loro evidenza. Tentativi di puntellare l'editoria tradizionale, come il progetto di editoria digitale del MIUR, riveleranno quanto sono conservatori;
5- mentre i  libri generici potranno  essere letti da un reader ebook, i libri scolastici digitali, poichè saranno dei veri e propri ambienti di appredimento,  in relazione di connessione con le LIM, richiederanno uno strumento ben più avanzato che allo stato non è commercializzato ma che è facile costruire perchè la tecnologia esiste già.
Qualcosa si muove, qui sotto due esperienze interessanti.
 
    Una videolibrary costruita sulla Treccani My DIDASpedia: un nuovo libro di testo
 

OVO è un'enciclopedia video, una library che si compone di migliaia di documentari della durata di circa 3 minuti ciascuno. I video di OVO offrono un'esperienza di grande impatto visivo. I testi dei video sono basati sui lemmi presenti nell'Enciclopedia Treccani e approvati dall'Istituto stesso. La library, disponibile su www.ovo.com, è in continua espansione e in costante aggiornamento. Presto arriverà a coprire tutto ciò che di rilevante bisogna conoscere per poter leggere il mondo, la sua storia e la sua attualità.
Vai al sito

 

 My DIDASpedia è un libro di testo digitale che:
  si può leggere con tutti gli apparati provvisti di browser:
     
PC, Mac, Notebook, iPad, Tablet, Netbook
    non necessita di essere scaricato
    è accessibile ovunque ci sia un collegamento alla
       rete  internet: a scuola, a casa, altrove.

   Il suo contenuto: 


           viene aggiornato continuamente
           viene accresciuto anche con il contributo fornito       
              dagli insegnanti, dagli Studenti e dai loro Familiari.
           è totalmente gratuito.


Vai al sito.
    Dichiarazioni farneticanti della CGIL sul progetto scuola digitale
  Prima che a qualcuno venga in mente di rimuoverlo, tanto è oscurantista, totalmente sballato nei dati, frutto di analisi improvvisate di chi a scuola non è mai passato, cliccate qui per leggere il documento CGIL sul progetto  scuola digitale della regione Sardegna.   Poichè è un caso di scuola tanto è scorretto e insostenibile, qui trovate lo stesso documento della CGIL  inviato alla mail ufficiale delle scuole.  Considerato che le fesserie sono molte, qui discuto solo delle prime due, ci vorranno molte puntate e molto lavoro per replicare a tutte.
Prima parte , ovvero  sui dati errati
Seconda Parte, ovvero sull'edilizia scolastica
 
    Sperimenta, Sperimenta,... qualcosa resterà ?
  Per scherzo spesso  si dice : “Chi sa fa, chi non sa insegna”. Magari i presidi potrebbero continuare lo scherzo   così : “chi sa insegnare insegna, chi non sa insegnare fa il preside”.  Ho poi sentito un ispettore, molto arguto e conosciuto che  argomentava così : “chi non sa fare il preside fa l’ispettore. Se proprio non è capace a fare l’ispettore allora tenta di diventare Direttore scolastico regionale”. Non possiamo continuare fino ad arrivare al ministero perché sembra che a questo punto la catena si interrompa ed è meglio interromperla. Il “paradigma” utilizzato può essere valido  anche nel caso dell’innovazione, della scuola digitale e della valutazione.  Quando sai cosa fare,  lo fai, se non sai cosa fare allora sperimenti. E’ successo con scuola digitale, sta succedendo anche con la valutazione.   Continua
 

  Risultati dell'indagine OCSE PISA del 2009

OcsePisa:quando Repubblica mistica i dati
   L'indagine Ocse Pisa del 2009 era centrata principalmente sulla competenza in lettura dei quindicenni di 74 paesi. La scuola italiana inverte la tendenza rispetto ai risultati disastrosi del 2006 ma rimane sempre nelle ultime posizioni. Siamo la 5° o 6° (o eravamo) potenza (si fa per dire) industriale del mondo però ci precedono  23 Stati: Korea, Finland, Canada, New Zealand,Japan, Australia,Netherlands, Belgium,Norway,Estonia, Switzerland, Poland, Iceland, United States, Sweden,Germany,Ireland,France,Denmark,United Kingdom,Hungary,Portugal. All'interno delle macroregioni italiane, la Lombardia  si colloca ben al di sopra della media ocse, al primo posto in Italia e riesce a far meglio  anche del nord-est. La Sardegna  è fra le ultime, accompagnata dalle regioni del sud, in questi anni strafinanziate con fondi cosidetti strutturali, che evidentemente così strutturali non sono. Il dato reale della Sardegna è da considerarsi al di sotto dei dati presentati in queste slide, se si tiene conto che fra i circa 1700 studenti sardi coinvolti nella rilevazione non erano presenti i quindicenni della formazione professionale regionale (cancellata dalla precedente amministrazione), che, è noto da tempo, riportano risultati molto più bassi rispetto ai coetanei dei Licei, dei Tecnici e anche dei professionali di Stato.

Presentazione
Leggi il commento Invalsi ai dati.
Recentemente il quotidiano La Repubblica ha sostenuto che le competenze in lettura degli studenti italiani scalerebbero la classica ocse-pisa anche di dieci punti, se non fosse per l'effetto  zavorra costituito dalle scuole private, responsabili del nostro scarso successo in questa indagine. Premesso che siamo tutti  a favore della scuola pubblica, non occorre falsificare i dati per rimanere fedeli a questa convinzione. Non c'è bisogno di essere scorretti. Ad occhio la tesi  dell'articolo mi era sembrata insostenibile  perchè sapevo che le scuole private presenti nel campione della rilevazione del 2009 erano  appena 31 su 1062. Come potesse  l'appena 2.9%  del campione riuscire a tirare verso il basso in modo così pesante il restante 97.1 % del campione mi sembrava impossibile. Repubblica ha fatto di peggio: ha confuso le scuole private con le scuole non statali e conseguentemente ha attribuito  i risultati negativi dei centri di formazione professionale delle regioni (non statali ma finanziate con denaro pubblico) alle scuole private. Totalmente scorretto. Norberto Bottani ci chiarisce tutto in questo articolo pubblicato su ADI scuola.
     Learning for extremes Il  disastro della scuola italiana
  Le strategie prossime venture dei governi sull'educazione:

1- Migliorare il sistema scolastico è necessario ma non basta
2- Occorre reinventare il sistema usando la tecnologia
3- Sviluppare l'educazione informale investendo nelle famiglie e nelle comunità
4- Transformational innovation: l'educazione andrà oltre la scuola.  Si creeranno sistemi low cost, peer to peer, adatti ai poveri e il prossimo John Dewey sarà africano o  indiano.

Leggi il rapporto di CISCO

 

Lo sapevamo già, tuttavia leggere questi dati , pubblicati sul sito della Garamond, tratti da indagini internazionali e da documenti ministeriali, conferma lo stato disastroso della scuola italiana: costa più delle altre, scontenta tutti e  fallisce miseramente. Non bastano le riforme, occorre cambiare radicalmente l'intero modello. A breve un commento ragionato, per il momento "disgustatevi" da soli.
Continua.

Education at glance 2010

Charter schools

   
  L'Ocse presenta il rapporto 2010 sull'educazione. La scuola italiana è un capolavoro  di inefficienza, scontenta tutti e costa più delle altre. I dati numerici dimostrano che il luogo comune della scuola primaria come isola felice rispetto agli altri ordini scolastici,  costruito ad arte negli anni dai pedagogisti maestri elementari  divenuti consulenti ministeriali di burocrati digiuni di didattica, è totalmente inventato e privo di fondamento.

Leggi il riassunto in italinao del documento
Leggi articolo del corriere


Negli Usa, dove tutto è "più grande", ci sono scuole di 200 alunni e anche meno: sono le  charter schools, organizzate da piccole comunità, da docenti o da genitori. Costano di meno perchè sono libere dalla burocrazia e potrebbero essere utili anche da noi per consentire alle piccole scuole di continuare a vivere.

Leggi.
 

Risorse educative aperte

Scuola digitale in Sardegna

 
 
Fra il 2005 e il 2007, una Comunità di Interesse di oltre 600 partecipanti provenienti da più della metà dei 193 Paesi Membri dell'Unesco ha partecipato alle discussioni online sulle Risorse Educative Aperte (REA/OER) - contenuti aperti per l'educazione. Internet e il web offrono opportunità di interazione che hanno un enorme potenziale per un'organizzazione come l'UNESCO, che ha il mandato di fornire indicazioni e sostenere azioni a livello mondiale.

Pulsante Continua
 


La giunta regionale approva le linee guida del progetto Scuola digitale in Sardegna.

Linee guida

Abstract

Delibera di novembre

INVALSI: Servizio Nazionale Valutazione

INVALSI: Prove esame 1° ciclo


Scarica i materiali
 


Scarica fascicolo di italiano
Scarica fascicolo di matematica
 

Situazione scuola sarda  

Innovascuola

Grafico dati scuola sarda

Primi dati :Quadri di sintesi di classi e sezioni sottodimensionate, tempo pieno, pluriclassi, per l'a.s. 2009/2010 per Infanzia e primaria. Andamento della polazione scolastica dal 2000/01 al 2009/10
Pulsante Continua


 

 

   Dimensionamento

  Edilizia scolastica

Delibera regionale sul dimensionamento

Piano regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Annualità 2009/2010.
DELIBERA

ALLEGATO

Edificio scolastico Eleonora d'Arborea di Cagliari

Validazione dati sull'edilizia scolastica.



Pulsante Continua

  Ocse-Pisa

 Orientamento

Rilevazione Ocse Pisa - 2009

Rilevazione 2009. 
On line esempi di prove.  

Pulsante Continua


Orientamento

Nuovo progetto ministeriale sull'Orientamento.
 

Pulsante Continua

  I numeri della scuola sarda

 

Indagine sulla scuola sarda

  Presentato dalla Direzione scolastica regionale un report sullo stato della scuola sarda.
Riflessioni sull' offerta formativa, indirizzi di studio delle scuole della sardegna, sedi dei plessi sottodimensionati  e altro. 






Pulsante Continua

  Italiano per stranieri

  USR statistiche

Italiano per stranieri

L'Ufficio scolastico provinciale di Brescia propone un sito con materiali video per l'insegnamento dell'italiano agli immigrati.

Pulsante Continua
 

USR Statistiche

Dati statistici dell'USR per la Sardegna.





Pulsante Continua

  Rilevazioni nazionali

 Rilevazioni internazionali

Rilevazioni nazionali

Materiali didattici per la rilevazione nazionale INVALSI.
Nuovi materiali 11 giugno 2009.

Pulsante Continua
Rilevazioni internazionali Vasto repertorio di documenti e prove di valutazione per scuole di ogni ordine.
Pulsante Continua

 Spazio alle scuole

 

 TG dei Bambini

TG dei Ragazzi

TG delle Ragazze

 

TG Bambini

TG Ragazzi

TG Ragazze

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