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  SCUOLA DIGITALE DAL BASSO, CIOE' REALE. IMPARI SI AGGIORNA:  PIU' GRAFICA E PIU' FUNZIONALITA'.
 
 

Impari è stato aggiornato, migliorato e reso più social. Ora si appoggia su una architettura scalabile in grado di fornire servizi a migliaia di utenti connessi in simultanea. Provatelo, lo trovate qui.

https://www.impari-scuola.it Seguici su Twitter
 


 

  Scuola digitale in Sardegna : la totale inutilità dei corsi di INDIRE per i master teacher. Ripasso sulle pillole del sapere.
 


Terzo incontro formativo di INDIRE per i master teachers, ancora una volta, come i due precedenti, totalmente inutile e improduttivo.  Non ci vado più, esiste un limite alla decenza. 

Ciò significa che io, che ho partecipato all'elaborazione del progetto con Silvano Tagliagambe, non potrò fare il  master teacher (la cosa mi dispiace) e dovrò restituire il regalino ricevuto, il tablet (la cosa non mi dispiace affatto, non so che farmene. A proposito, vista la folla di organizzatori, a chi lo devo restituire ? all'Indire, All'Usr Sardegna, Allo Ial, alla Regione ? Boo !! ).

In questi giorni analizzerò  il corso e la piattaforma  di Indire e  fornirò le motivazioni per le quali  sia l'uno che l'altro sono totalmente contrari allo spirito social e di intelligenza collettiva del progetto originario. Propongo anche l'elaborazione di un documento a firma dei master teacher da portare all'attenzione della Giunta regionale, del Presidente Pigliaru e un'interrogazione all'assessore all'Istruzione  da presentare in Consiglio regionale.

Tanto per capire di cosa stiamo parlando e per non dimenticare le pillole-supposte del sapere, per il momento, ripassatevi i video e le problematiche della trasmissione rai Report, dedicata alle Pillole del sapere che Indire-Ansas consigliava di acquistare ad un prezzo 40 volte più alto di quanto potessero valere (ma sono così inutili che non valgono neanche questo valore).

La mia domanda è semplice: ma se Indire(=Ansas) fa i giochetti che ha fatto con le pillole del sapere, perchè la Regione Sardegna gli affida l'incarico di formare i docenti sardi per un progetto che considera giustamente innovativo e strategico?

Il semaforo e le interviste di report

Video su Ilaria Sbressa e intervista a due personaggi del MIUR
 

Rassegna stampa  dal sito della Rai sulle pillole del sapere



Pillole della vergogna, perquisizioni al MIUR


Come va finire con le pillole del sapere ?

Interrogazione Palomba a ex ministro Profumo sul progetto scuola digitale e l'incarico a INDIRE

Gilda venezia sul progetto


Il bando per la formazione dei master teache

La scleta dei master teacher

L'individuazione dei tutor da parte di Indire

La piattaforma Indire

Il corso


 

  Con la lavagna interattiva  provate il nuovo tool LIM-TABLET di IMPARI
 

Leggi intervista su Ischool  
Le LIM e…i problemi

Nella realtà sarda, ma non solo, l’introduzione delle LIM ha comportato diversi problemi sia rispetto ai materiali prodotti, sia sulla necessità di una migliore integrazione delle LIM con la rete. Altre criticità saranno accentuate in futuro con lo sviluppo inarrestabile del mobile learning.  Partendo da queste problematiche, nel progetto  IMPARI, si è pensato ad un nuovo   strumento in grado di favorire il superamento di queste criticità. Problematiche recentemente emerse anche nel documento governativo “La buona scuola” in cui le LIM vengono definite obsolete e ingombranti. Anche se la frase è infelice e sbagliata, se si va oltre il significato letterale, in questa affermazione c’è qualcosa di vero.

Le LIM non sono ingombranti

A mio parere è non è corretto definire le LIM ingombranti perchè sono grandi. Un display che si possa vedere da tutti i banchi di un’aula di 50 mq deve essere almeno di 77 pollici. Non sono quindi ingombranti, anzi, da questo punto di vista, sono adeguate. Se con quel termine invece si intende che sono collegate a cavi volanti, con istallazioni non a norma, che in certi casi sono anche pericolose, allora sono d’accordo. Questa situazione  dipende però dal fatto che il MIUR, ma anche la regione Sardegna, hanno trascurato le installazioni nelle scuole.

Le LIM non sono obsolete (o forse sì?)

Veniamo all’altra affermazione, quella che mette l’accento sull’obsolescenza delle LIM. La lavagna elettronica è un display più grande del normale, perciò affermare che un monitor possa essere obsoleto solo perché  grande,  sembra una tesi bizzarra. Sarebbe più corretto sostenere che alcune lo sono, come quelle fatte arrivare in fretta e furia dal lontano oriente solo per partecipare a bandi di gara. Anche in questo senso, dire che le LIM sono tutte obsolete, è colpire nel mucchio in modo poco efficace e non certo corretto.

Il software delle LIM non va

L’affermazione è invece condivisibile se ci si riferisce al software autore di cui tutte le LIM sono dotate. Questi software, pur essendo generalmente ottimi, ben fatti e sviluppati,  paradossalmente sono  obsoleti e rischiano di portarci fuori strada. Vediamo perché tramite questo elenco schematico

  1. I programmi autore delle LIM funzionano solo su PC ma non sui tablet e suglismartphone: per gli studenti questo è un limite fortissimo e basterebbe da solo per decretarne la scomparsa;
  2. Le lezioni vengono create offline e solo in un secondo momento inviate ad un server, ma non funzionano in cloud. In questo modo non possono essere utilizzate in situazioni di collaborative e social learning, sempre più necessarie se si vuole creare un effetto moltiplicatore nella produzione  di contenuti;
  3. I dati vengono salvati in formati chiusi. Ciò significa che se un docente insegna in più scuole, o nella scuola ci sono LIM di diverse marche, non solo trova difficoltà a collaborare con altri docenti,  addirittura si vede costretto a duplicare i suoi lavori per adattarli a LIM differenti.
  4. L’export dei dati, che è lo strumento con il quale si  cerca di favorire la collaborazione con le LIM, non risolve tutti i problemi. Si tratta di formati proprietari (come il PDF) e limitanti  per l’interattività.
  5. Per condividere in maniera completa i contenuti prodotti con le LIM, occorre che il software venga installato in ogni pc, dei docenti e degli studenti. Un obiettivo francamente fuori portata per la maggior  parte degli studenti (o impossibile nel caso in cui si possiedano solo strumenti mobile).
  6. I software hanno un costo che diventa esorbitante se moltiplicato per il numero degli studenti di una scuola. Esistono diversi programmi liberi per  le LIM  che riescono a superare questa difficoltà ma purtroppo non i limiti dei punti precedenti perchè, anche questi, sono funzionano offline e non in cloud.

Le 5 soluzioni

Occorrerebbe, allora, un programma per la gestione delle LIM con le seguenti caratteristiche:

  1. Online e capace di effettuare operazioni direttamente in cloud;
  2. Senza la necessità di essere installato;
  3. Funzionante su tutti i browser (Internet Explorer, Chrome, Firefox, Safari, Opera), con i sistemi operativi (Apple, Android, Windows, Linux) e in tutti i device (PC e LIM, Ipad, Tablets android e smartphones);
  4. Utilizzabile sia dal docente per preparare la lezione con la LIM, sia dallostudente per prendere appunti sul tablet collegato in cloud alla lavagna;
  5. Gratuito

Queste sono le ragioni che hanno portato il team IMPARI a sviluppare uno strumento nuovo per dare una prima risposta a queste problematiche. E’ possibile provarlo in versione limitata cliccando su questo link


 

  IMPARI :  VIDEOCONFERENZA CON LA LIM
 


D
isponibile su IMPARI, per il momento in prova, il nuovo modulo per le videoconferenze. Gli utenti possono scambiare video, audio e i contenuti di una lavagna condivisa da utilizzare con la LIM. Il modulo è pensato per fornire un servizio di lezioni a distanza dall'aula scolastica a casa dello/degli studenti che non possono frequentare (ma non solo, siete liberi di inventarvi altri servizi per esempio ripetizioni online, attività formative a dstanza ecc. ).

Per utilizzarlo :

1- da google Chrome (gli altri browser meno evoluti non sono compatibili)  andate su https://www.impari-scuola.it , fate  il login o registratevi se ancora non lo avete fatto,
2- seguite il percorso CREA/VIDEOCONF 
3- create una videoconferenza oppure seguitene una già attiva
5- un modo semplice di provarlo è di lanciare due volte lo stesso url della videoconferenza,  aprendo due  schede su Chrome.

LIMITI :
1- funziona solo con Google Chrome
2- il funzionamento è testato punto a punto, in alcune  reti interne che impediscono l'utilizzo degli strumenti multimediali funziona la sola lavagna ma non lo streaming
3- ovviamente, almeno chi trasmette, deve avere
webcam e microfono 

il team di sviluppo di IMPARI.
Buon lavoro

  Giòvanos e  biàgios
 

Progetu de su giornale on line Il Minuto Notizie Mediterranee, a pitzus de is giòvanos e de is biàgios: 50 artìculos totu in sardu chi contant de biàgiu de istùdiu, de ispàssiu e de traballu in terras angenas. Podeis agatare sos artìculos sighende custu link.
 

 
  Scuola digitale in Sardegna
 

E' ora di riprendere il progetto.
Propongo queste azioni:
1- coinvolgimento diretto degli studenti delle superiori in qualità di formatori;
2- esclusione di Indire e delle loro pillole del sapere dall'ambito formativo: grazie per il lavoro svolto, non abbiamo bisogno di voi;
3- ripresa del progetto originario;
4- coinvolgimento delle persone che stanno cambiando la scuola nel mondo (Ken Robinson, Sugatra Mitra, Salam Khan ...)
5- coinvolgimento delle aziende che propongono innovazione ma con formati aperti e non proprietari (es. Google), ormai in grado di cambiare i sistemi scolastici e la diffusione della conoscenza più di quanto possa fare un ministro dell' istruzione qualsiasi;
6- coinvolgimento nel progetto, indipendentemente dalle loro idee, di chi ha passione è competenze di alto livello: Roberto Maragliano, Agostino Quadrino, Silvano Tagliagambe, Paolo Ferri, Gino Roncaglia, Derrick de kerkove, Norberto Bottani ecc.
7- valorizzazione delle esperienze delle scuole sarde;
8- coinvolgimento di tutti i 18.000 insegnanti sardi in un nuovo progetto di intelligenza collettiva e connettiva secondo un'ottica di collaborative learning;
9- E-learning ? No grazie. Quello che serve è una piattaforma di social learning.
10- Nomina del nuovo direttore scientifico : Silvano Tagliagambe.

 

  La riforma della scuola Reggi- Giannini
 


Contro la proposta dell'attuale e del futuro ministro della pubblica istruzione (Giannini e Reggi, appunto) monta la protesta nei social media. I Gruppi facebook che rappresentano gli insegnanti si mobilitano per combattere questa proposta che è, senza ombra di dubbio, indecente e molto peggio della riforma Gelmini. Ci voleva la sinistra per fare una vera riforma di destra.
 

 

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  Una piccola grande riforma della scuola che non costa nulla
 

La finlandia è uno dei paesi al top per il suo sistema educativo. La cosa interessante è che le ore durano 45 minuti e gli studenti vanno a scuola 100 ore in meno rispetto ai nostri ragazzi. Per capire la chiave di questo successo leggete questo articolo ...un maestro americano in Finlandia.
Perchè in Sardegna non cominciamo a realizzare una riforma come questa che non costa nulla ed è facilmente riproducibile ?
 

  Scuola digitale : perchè la LIM non è sufficiente, ovvero perchè ho scritto IMPARI
 

Nonostante l'azione scriteriata di questa giunta regionale, che ha costretto le scuole ad acquistare le LIM in un clima di caos e di incertezza, in tutte le aule della Sardegna è presente (o lo sarà fra breve) una lavagna interattiva multimediale. L'accoglienza di questo strumento da parte dei docenti e degli studenti è largamente  positiva perciò ritengo che il progetto meriti di essere completato, secondo ottiche di social e cooperative learning e non certo secondo modi di fare  verticistici, come piaceva a qualcuno,  o peggio secondo ottiche di accordo,  per far acquistare la lavagna pre-scelta con suggerimenti subdoli sventati, ma purtroppo solo parzialmente.
Come ormai sanno tutti, le LIM sono dotate di un software autore che consente al docente di scrivere, disegnare, produrre oggetti didattici da salvare nel desktop. Si tratta di programmi ottimi (tranne qualcuno, per esempio  quello in  dotazione alla lavagna pre-scelta dalla giunta regionale) che però hanno almeno cinque limiti che li renderanno  inutilizzabili.

1- Si tratta di programmi  che operano offline,  sviluppati con linguaggi tradizionali, in cui il salvataggio dei dati avviene solo in locale;
2- i  contenuti prodotti dai docenti o dagli studenti vengono salvati  su   formati proprietari  che richiedono per essere consultati  l'installazione dello stesso programma autore in ogni pc  ( a rigore non sarebbero neanche legali per via della legge sulla accessibilità e i dispositivi sugli open data );
3- le varie LIM non consentono l'interscambio dei dati e anche quando si fa l'export su standard non open, ciò avviene su altri formati proprietari ( poco conta se sono standard de facto) che richiedono  un  impoverimento dei contenuti in termini di  interattività;
4- Non sono CLOUD, se volete potete produrre in locale e poi inviare il lavoro in un server ma non potete produrre direttamente online;
5- Non si possono utilizzare nei device mobili: tablet e smartphones.

Basterebbe anche uno solo di questi motivi per sostenere che i software autore delle LIM possono essere utilizzati solo in prima istanza, per un primo livello di commitment del docente, ma prestissimo tutti ne vedranno i limiti. I miei studenti, abituati a facebook, hanno capito tutto dopo la prima lezione con la LIM, che ho volutamente fatto con uno di questi  software autore, peraltro ottimo. Sapevo già che sarebbe successa una cosa del genere perciò da due anni mi  dedico allo sviluppo di una piattaforma che:

1- sia totalmente cloud;
2- usi solo formati aperti (HTML, XHTML, HTML5, Javascript, Jquery, SVG, Css3) e richieda per visualizzare i contenuti solo un browser evoluto come Chrome e Mozilla (nella generalità dei casi va bene anche IE tranne quando si usano alcuni moduli Css3 e Html5, ma sono piccolezze);
3- sfrutti la rivoluzione  dei   social media, da adattare alla didattica (social learning) per cambiare in modo radicale il nostro sistema scolastico;
4- consenta l'interscambio fra dati e sia perciò adatta a qualsiasi marca di LIM, anche a quella scadente e  pre-scelta dalla giunta regionale;
5- permetta ai  docenti di creare  in modo ultrasemplificato  libri scolastici digitali (che sono una cosa diversa dai libri), di booklet, di esercizi, di materiali didattici, di slide, di mappe conettuali senza installare nulla nel proprio pc.
6- Si possa usare in tutti i dispositivi mobili (tablet e smartphones) e fissi e in qualsiasi sistema operativo, almeno per quanto riguarda  la visualizzazione dei dati, con la prospettiva dell'uso completo anche in fase di produzione (comunque in stadio avanzato e quasi completo).

Se ci sono riuscito non lo so, certo è che dopo due anni di lavoro ho il piacere di rimandarvi a questo link perchè possiate verificarlo voi stessi. Se non altro, non ho chiesto  fondi regionali per poterlo fare, se non altro, non ho fatto alcun accordo con il MIUR per creare una piattaforma in Puglia che sarebbe già dovuta arrivare  qui in Sardegna, con la promessa di fare sfracelli,  ma che ancora non abbiamo visto.


 

  Dimensionamento. Lettera dell' IIS Grazia Deledda al ministro Carrozza
 

Leggete questa lettera molto  accorata e preoccupata  ma bella e piena di speranza di studenti, genitori, docenti e personale dell'IIS Grazia Deledda di Cagliari che invita il  Ministro Carrozza a farsi carico personalmente della situazione della scuola visto che gli stessi scriventi non hanno trovato ascolto negli uffici periferici del MIUR.

In essa si fa giustamente riferimento al futuro della scuola e alla preoccupazione che le iscrizioni per l'anno prossimo, ormai alle porte,  possano essere  danneggiate dalla situazione caotica creatasi con il dimensionamento regionale del 2013 che il TAR prima, il Consiglio di Sato poi e il giudizio di ottemperanza sempre del TAR emanato il 2 di gennaio 2014(mi sembra di ricordare) hanno definitivamente sepolto.

 

  Impari: creare libri scolastici digitali e  lezioni per le LIM
 



Con impari avete a disposizione:

  • Riassunti automatici : voi inserite il testo, Impari ve lo riassume. Reiterando il procedimento potete fare il riassunto del riassunto ecc.
    Provate voi stessi.
     

  • Word clouds automatici a partire da qualsiasi presentazione fatta con Impari.
     

  • Mappe automatiche a partire da qualsiasi presentazione.
     

  • Evidenziatore di parole, utile  quando si presenta un testo nella LIM.
     

  • Un tool per scrivere, disegnare forme geometriche con la penna della LIM.
     

  • La possibilità di leggere le slide con la sintesi vocale (scrivetemi, vi spiego come attivare progetti simili al CLIL, senza spendere una lira).
     

  • Le mappe mentali  possono essere Grafiche (= fatte al volo in classe), ricavate da wikipedia automaticamente , create da zero a partire da un semplice elenco puntato, o a diagramma.

 

Siete curiosi e ne volete sapere di più ? Registratevi





 

 

  Impari  è una piattaforma totalmente CLOUD che serve per costruire libri, materiali didattici, appunti, lezioni, presentazioni, mappe mentali ed esercitazioni  per le LIM. Chi legge i contenuti è in grado di modificarli e salvarli, così estesi e personalizzati, nel proprio spazio web. Sentitevi liberi di utilizzare il programma  come volete. Ecco cosa potete fare:
  1. ricavare in modo del tutto automatico slide e mappe mentali da wikipedia.Esempio slide  Esempio mappa . Preparate le vostre lezioni per le LIM in secondi, non in ore, anche gli esempi precedenti sono creati in pochi secondi.
     
  2. Creare da zero sia mappe che che slide .
    Il producer di slide è una specie di Powerpoint che funziona online e crea le presentazioni a partire da oggetti web. Il producer per mappe è un programma che consente di creare mappe grafiche, in classe, di fronte agli studenti, oppure mappe più elaborate a partire da oggetti presenti in rete.
     
  3. Creare appunti digitali da un tablet o da uno smartphone, in modo da mettere online immediatamente la lezione del docente: questo è un esempio.  Si  può utilizzare anche per produrre libri multimediali veloci come questo (fatto in 5 minuti).
  4. Si possono creare esercizi di tipo vero/falso, scelta multipla, drag and drop e a completamento in modo veramente semplice e senza fronzoli: no frills.
     
  5. Libri più complessi come questo oppure più semplici come quest'altro preparato in pochissimo tempo.  I libri vengono letti da studenti o  docenti che li possono estendere-modificare e registrare nel  loro spazio web, senza modificare l'originale.  Nella fruizione del libro, se selezionate un testo, su questo  potete:

    - Evidenziare e sottolineare.
    - Zoomare su una parola, durante la presentazione, utile per la spiegazione del testo.
    - Creare appunti sul testo per poi costruire una presentazione in modo del tutto automatico a partire dalle parole raccolte.
    - Commentare un testo e aggiungere tooltips che contengono qualsiasi oggetto html.
    - Associare ad ogni parola una mappa.
    - Collegare ad ogni parola del testo un disegno per meglio esemplicarne il contenuto,
    - I libri possono essere convertiti in epub3, zip, PDF e altri formati.
     
  6. Sistema di messaggistica, il cosidetto Microblog, per suggerire risorse didattichee attivare il collaborative learning.
 
 
  Dimensionamento: anche il consiglio di Stato dà torto all'USR Sardegna
 


Ricorderete la vicenda del dimensionamento delle scuole cagliaritane, il ricorso vinto al TAR  dai genitori  e dai docenti delle scuole ingiustamente dimensionate e l'inspiegabile rifiuto dell'USR di applicare la sentenza,  perchè dicevano di aver fatto ricorso  al consiglio di Stato ? Bene, è arrivata finalmente  la risposta  che tanto attendevano:  il ricorso dell'USR è irricevibile,  improcedibile. Burocrati  definitivamente sconfitti, che fanno anche un  figura meschina, sindacalisti  camuffati, che hanno avallato il dimensionamento  definendolo un provvedimento utile per la scuola del futuro, battuti da genitori tosti e da docenti preparati, senza alcun aiuto da parte degli organi di rappresentanza dei lavoratori, schierati dall'altra parte per convenienza.
Non parliamo poi dei politici:  coinvolti a vario titolo nell'atto di arroganza, indipendentemente dallo schieramento. Come già scritto e come sanno tutti, il dimensionamento è stato voluto dalla ragazzetta  di SEL, assessore al comune di Cagliari in quota SEL, dalla provincia di Cagliari amministrata dalla sinistra e dall'assessore regionale  di centrodestra dell'UDC (mi sembra di ricordare...mi scuso ma si tratta di un partito così irrilevante che faccio fatica a ricordarne il nome).

Leggete la sentenza è un caso di scuola. Il MIUR-USR non solo ha torto e perciò viene condannato a rifondere le parti interessate, ma viene accusato di essere stato gravemente scorretto :

"La manifesta improcedibilità dell’appello, altrettanto manifestamente infondato peraltro, come si è accennato, anche nel merito, è aggravata dal silenzio serbato dal
Ministero sull’intervenuta adozione della nuova delibera n. 36 del 10.9.2013, condotta processuale di estrema gravità, attesa la natura pubblica dell’ente appellante e attesa, altresì, la decisività della sopravvenienza taciuta, e determina la indubbia soccombenza del Ministero stesso, che deve conseguentemente essere
condannato a rifondere le spese del presente grado di giudizio in favore degli appellati costituiti ".

La scuola sarda può essere governata da chi mette in atto condotte processuali di estrema gravità come quelle citate dal consiglio di Stato?
 

  Pillole del sapere: Biondi, Zennaro e Giunti La Spada del MIUR indagati dalla procura di Roma
 


Il Corriere della sera pubblica un articolo   sulle Pillole del sapere  costate 39 volte più del dovuto (se per caso vi è sfuggito, leggete qui ). In esso  si riporta il fatto  che i vertici del ministero dell'istruzione sono indagati dalla procura di Roma proprio per le questioni sollevate a suo tempo dalla trasmissione RAI-Report su video didattici  giustamente ri-definiti  supposte più che pillole del sapere. Vi sembra opportuno che uno di questi personaggi, Biondi, ex capo dipartimento del ministero, dominus dei progetti di scuola digitale in Italia, ex direttore dell'Indire, oggi presidente del consiglio di amministrazione di questo stesso ente che ha approvato le pillole per conto del MIUR, riceva l'incarico dall'assessorato all'istruzione della regione Sardegna  di formare i 20.000 docenti sardi su scuola digitale ? I dubbi sorgono non solo per l'indagine in corso  ma soprattutto perchè la regione ha stravolto il progetto originario che prevedeva un modello formativo totalmente differente. I 50 docenti sardi, che  Indire ha pomposamente definito Meta-master teachers,  potranno, se lo vorranno,  giocare un ruolo in altri contesti formativi.  Visti questi presupposti, cosa proporre per l'Indire ? Semplicissimo, quello che è già stato proposto: la sua cancellazione come ente inutile.
 

  La barzelletta dei tablet agli studenti, prima 200.000, poi 30.000, ora 820. Da progetto diventano elemosina
 


Ad agosto molti giornali, nazionali e locali, quelli che si bevono qualsiasi comunicato produca la regione, titolavano  veline tipo "30.000 tablet agli studenti del biennio delle superiori della Sardegna" e altre cose simili. Leggete il testo della  delibera del 12 settembre 2013 n. 37/36. I tablet da 30.000 sono diventati 820 in tutto. La delibera è comicissima. Si racconta che i fondamenti di questa azione  sarebbero giustificati da una  nuova  sinergia fra  l’Amministrazione regionale e quella statale, che naturalmente tutti abbiamo avuto modo di osservare nel recente scontro istituzionale  fra USR e Assessorato, a proposito della   questione del dimensionamento, quando l'USR si è rifiutato  di applicare la delibera regionale e l'assessore, con grande coraggio e sprezzo del pericolo, ha denunciato le  pretese colonialiste del ministero. Sempre a riprova di questa grande sinergia, ricordiamo il fatto che appena due giorni prima, il 10 settembre 2013,  la stessa giunta, su proposta dello stesso assessore, autoproclamatosi paladino del popolo sardo,  ha approvato la nuova delibera sul  dimensionamento che l'USR ha  rifiutato di applicare. Se questa è sinergia ...La delibera poi raggiunge vette di spessore metafisico quando dice che l'Amministrazione regionale è stata individuata quale sede per l’installazione del cloud computing e dei data center nell’ambito della strategia di Agenda digitale nazionale. Come faccia un'amministrazione a diventare la sede di qualcosa di estremamente fisico come un data center, è questione che sfugge a qualsiasi persona sappia il significato delle parole. Del resto, per chi collabora con un ente come l'Indire, che ha definito META-MASTERTEACHERS i docenti che dovranno fare formazione ai master teachers, un errore logico di questo tipo è totalmente comprensibile. Come se  fossero gli oggetti e non i concetti a poter essere meta di qualcosa (ma lasciamo perdere). A proposito dell'agenda  digitale tutti hanno capito che si tratta di una bufala alla Brunetta, poichè  il governo ha impiegato mesi per nominare il presidente e quando per la scuola ha suggerito come innovazione l'introduzione del registro elettronico, se ne sono capiti meglio i limti, visto che questo artefatto informatico, vecchio di 15 anni, non è certo strategico o innovativo (mi spiegherò  meglio con un articolo nei prossimi giorni).  L'annuncio-spot  del data center e del cloud  è stato fatto un anno fa, ma nulla si vede all'orizzonte. La rimodulazione del progetto al quale si fa riferimento nella delibera è un'infortunio, specialmente se si pensa al fatto che del pacchetto faceva parte la società interattiva media della signora Sbressa, quelli delle pillole del sapere, di cui sappiamo le disavventure giudiziarie recenti. Incurante di questi problemi, la giunta Cappellacci, animata da un autentico spirito democratico e popolare, va avanti comunque per la sua strada e propone l'acquisto  dei tablet solo per i  poveri e per i loro docenti (sembra di capire). Certo che in Sardegna siamo fortunati. Secondo la delibera infatti  i poveri sono concentrati in appena 7 scuole, selezionate ovviamente dietro ricerche serie e  senza tener conto, in nessun modo, del collegio elettorale del partito dell'udr (mi sembra si chiami così partito dell'assessore, però non ne sono sicuro). Grazie al fatto che la Sardegna ha solo questo numero esiguo di poveri, siamo riusciti a risparmiare un bel po' di soldi. Dai preventivati e strombazzati   40 milioni di euro, necessari per acquistare un tablet di 200 euro per i circa 200.000 studenti sardi, ovviamente in seguito a  studi profondi e una sensibilità democratica e popolare non comune, la giunta regionale riesce a spendere solo 195.000 euro. Mandrake. Che bravi amministratori che abbiamo.

 

  Le pillole del sapere vanno di traverso: crack della società  Interattiva media
 

I vertici della società interattiva media, quelli  che erano  riusciti  a vendere al MIUR le famose Pillole  del sapere, sono stati arrestati oggi per bancarotta fraudolenta. Le pillole, avallate da una commissione scientifica (si fa per dire) presieduta dall'ex capo dipartimento Biondi, facevano parte di un progetto  più ampio, recepito anche dalla regione Sardegna.  La società in questione, in cordata con HP e Olivetti, partecipa infatti al  progetto SmartEduwork, finanziato con 21 milioni di euro dal MIUR per produrre una piattaforma e contenuti didattici, più di un anno fa annunciati come già pronti dall'assessore Milia e di cui, allo stato attuale, non si vede neanche l'ombra (su questo sarà interessante tornare). Come se non bastasse, la Regione affida all'Ansas di Firenze, un carrozzone del MIUR oggi presieduto dal Biondi avvallatore delle pillole , la formazione dei 20.000 docenti sardi sulla scuola digitale e sulle LIM. Anche su questo sarà interessante tornare. Per il momento propongo solo questa riflessione. Il Miur si avvale di funzionari inflessibili e propone limiti di spesa inderogabili quando si tratta di autorizzare classi che hanno iscritti certi e certificati. Ha maglie decisamente più larghe quando si tratta di finanziare robaccia come le Pillole del  sapere e progetti di cui non abbiamo visto nulla come SmartEduwork. L'assessore Milia ha recentemente dichiarato che la Sardegna viene trattata come una colonia dai funzionari del MIUR, per quanto riguarda la formazione delle classi e il dimensionamento. Bene, si prenda in parola lui stesso, acquisti coraggio e faccia una cosa giusta e conseguente:  revochi all'Ansas ministeriale di Firenze l'incarico di formare i docenti sardi sulla didattica delle LIM. Azione da lui stesso avallata e accettata,  quando, evidententemente, non si era ancora accorto della sua  weltanschauung sardista.

 

 
 
  Dimensionamento: liti di cortile fra garzoni di Roma e di Cagliari
 

Parlare di dimensionamento e delle liti di cortile fra due istituzioni autoreferenziali, che non funzionano (USR e assessorato regionale all'istruzione) serve veramente a poco. Comunque due cose:
1-le sentenze del TAR si rispettano e così pure gli interessi  legittimi di genitori, alunni e docenti. A chi dichiara che si muovono perchè sobillati consiglio di leggere J. Locke: Two treatise on government . Dei due trattati, il primo è quello più indicato e utile. In esso  il  filosofo inglese, teorico della democrazia  e del liberalismo, critica la visione paternalistica dell'assolutista Robert Filmer.
2- La scuola sarda è allo sbando, non da oggi e non certo  per la sola questione del dimensionamento. La ragione fondamentale consiste nel fatto che  politici litigiosi e inconcludenti non sono mai stati capaci di proporre una legge sulla scuola, salvo  poi  lamentarsi dei proconsoli romani. Due sono i passi da fare:

a- riforma dello statuto sardo;
b- legge regionale sulla scuola.

Poichè la legge che ci serve, se non indipendentista, deve essere almeno  autonomista  quanto lo è già quella del Trentino, considerato che il nostro statuto non ci consente neanche  questo livello di autonomia, occorre la riforma della regione e del suo statuto.

 

  Scemidas: 30 mila tablet di prese in giro
 


Come sapete l'assessore regionale alla istruzione  Milia ha dichiarato che a settembre i ragazzi troveranno, quelli del biennio superiore, il tablet nel loro zainetto. Io lo prendo in parola. Il primo giorno di scuola, nel caso i miei studenti non dovessero trovare il cadeau nello zainetto, organizzerò una manifestazione in regione per richiederli. Se i politici lo annunciano e l'azione non si concretizza, non è il caso di chiederne conto, anche con azioni giurisdizionali. La sentenza del TAR sul dimensionamento insegna qualcosa ? Scriverò a giorni qualcosa sull'inutilità di acquistare ferro-tablet per visionare contenuti che non ci sono, per il momento gustatevi l'ottimo articolo di sardiniaPOST che non cade nel tranello della dichiarazione spot-elettorale della giunta Cappellacci. Gli altri se la sono bevuta.
 

  Dimensionamento: il TAR rigetta il piano dell’ente locale mostro  COMUNE-PROVINCIA-REGIONE.
 


Prima la notizia, poi il commento, brevissimo perché è agosto e siamo tutti in vacanza. La prima sezione del TAR Sardegna ha rigettato il piano di dimensionamento scolastico presentato dalla regione Sardegna fra mille polemiche, riunioni, assemblee e manifestazioni di studenti, genitori, docenti che  giustamente protestavano contro un piano lesivo del  diritto allo studio e che prevedeva la soppressione di scuole storiche della città.  Potete leggere la sentenza direttamente qui, vi renderete conto che  la linea di  questo ente unico, che sembrava creato ad hoc, un mostro giuridico che definiremo COMUNE-PROVINCIA-REGIONE viene totalmente sconfessata. Il Comune, amministrato dalla sinistra ha dato mandato ad una signorina-assessore, che per età non raggiunge gli anni di servizio dei docenti che ha danneggiato, di ridisegnare il servizio scolastico della città; la Provincia, anche essa amministrata dalla sinistra,  si è incaponita su un principio di dimensionamento totalmente sbagliato; la Regione, come sapete amministrata dalla destra, ha raccolto i suggerimenti e li ha fatti propri, pensando di far fare alla sinistra il lavoro sporco sul territorio. Incredibile, i tafazziani di sinistra ci sono cascati. Insomma, la Sardegna è un laboratorio, prima ancora che il governicchio  Letta-Nipote e Letta-Zio venisse concepito,  abbiamo realizzato nella nostra Regione una anticipazione di queste larghe intese. Non deve sfuggire poi l'apporto a questa situazione dei sindacati che oggi si dichiarano preoccupati per l'inizio dell'anno scolastico anche se soddisfatti della decisione del TAR. La dichiarazione è squallida. A marzo (due su tre della triplice) hanno definito il dimensionamento come un grande apporto verso la modernizzazione e il futuro della scuola sarda, una organizzazione ,  la CGIL, si è addirittura lamentata del fatto che la regione non li avesse consultati nell'unica decisione sensata di questo processo e cioè l'annullamento della divisione del  D'Arborea di Cagliari, lamentandosene perchè andava contro il loro teorema. Incredibile lo scollamento di partiti e sindacati, esempio particolare di quello che sta succedendo a livello più generale. Questi ultimi non sono preoccupati per  il regolare inizio dell'anno scolastico, sono preoccupati perchè la sentenza del TAR ha rotto il loro tran-tran di squallido connubio con la burocrazia locale di cui sono ormai una parte. Hanno  completamente perso  di vista la funzione di tutela dei lavoratori: bravi a difendersi  qualche preside, totalmente assenti  quando si tratta di tutelare l'interesse generale.   Per arrivare a questa decisione docenti, genitori e anche alunni si sono dovuti quotare e spendere dei soldi, chi ce li restituisce ? Class action contro politici e sindacalisti che ci hanno danneggiato ?

 

  Semidas- scuola digitale
 

Ma le LIM della Olivetti funzionano ? Perchè le stanno ritirando ?
Ho tentato più volte di visionare il programma autore di queste LIM ma non ne sono venuto mai in possesso. Qualcuno me lo può far avere ?
Inviatelo qui : lucianopes@tiscali.it
 

  PIATTAFORMA IMPARI : LIBRI SCOLASTICI DIGITALI
  Con IMPARI i docenti e i loro studenti costruiscono, insieme-impari,  i loro testi digitali. Provatelo, anche solo per scarabocchiare qualcosa. Entro la fine dell'estate, pronto per l'anno prossimo, il programma uscirà dalla fase beta e sarà disponibile nella sua prima versione totalmente cloud e adatto per le LIM e... completamente riscritto.

 
 
 
 

La regione  finalmente ne azzecca una: modifica il piano di dimensionamento del D'Arborea di Cagliari

 

L'assessorato della regione Sardegna finalmente ne azzecca una: modifica il precedente piano di dimensionamento e,  fra gli altri provvedimenti, stabilisce che le 14 classi del Liceo delle scienze umane Eleonora d'Arborea di Cagliari,  promesse in dote al Liceo Desantis, rimarranno dove sono. Bene ha fatto l'assessore Milia, che si è preso il suo tempo, però ha preso la decisione giusta. Benissimo hanno fatto le famiglie e gli studenti della scuola che hanno organizzato, per raggiungere l'obiettivo, ben due manifestazioni sotto l'assessorato di viale Trieste. Ancora meglio hanno fatto i docenti della scuola che si sono quotati per il ricorso al TAR, che ora potranno ritirare e tenersi in saccoccia  in caso a qualcuno, nei prossimi anni, tornasse in mente di riproporre lo stesso provvedimento.
Leggi ....
 

 

Pillole del sapere: come altri, ho inviato  questa mail al Ministro Profumo. Fatelo anche voi, inviate anche al nuovo ministro

 
Gentile Ministro Profumo (vale anche per il nuovo ministro)

Come sta andando la sua indagine "veloce e trasparente" sulle cento PILLOLE DEL SAPERE in TV,
commissionate dal collaboratore della Gelmini all'azienda della Sbressa, all'interno del
progetto EDOCWORK 3.0, dal costo totale di 21 milioni e310 mila euro ? 

Firma...........

La mail è : segreteria.particolare.ministro@istruzione.it .


 
  Dimensionamento della provincia di Cagliari per il D'Arborea  di Cagliari
 


In merito alla delibera regionale sul ri-dimensionamento  del Liceo delle scienze umane Eleonora d'Arborea, la provincia di Cagliari, che aveva proposto una modifica al testo inoltrato alla regione Sardegna  per  evitare il trasferimento forzoso degli studenti dell'indirizzo economico-sociale al Liceo Desantis,   ha mantenuto la parola. Una cosa ha promesso e quella ha fatto. L'assessore regionale Milia, nonostante avesse dichiarato il suo impegno per modificare la delibera, pur avendo ricevuto in data 28 marzo 2013 la lettera della presidente Quaquero  nella quale si richiedeva tale modifica , non ha ancora trovato il tempo di portare in giunta l'emendamento. I docenti del Liceo D'Arborea, anche se ancora fiduciosi sull'impegno dell'assessore e della giunta regionale :-)  , tra vedere e non vedere,  all'unanimità, intraprendono le procedure per il ricorso al Tar (scadenza 4 maggio).

 

  Ancora sul dimensionamento in via amichevole, poi non resta che il ricorso in via giurisdizionale
 

Nessuno nega che il dimensionamento vada fatto. Solo che c'è modo e modo di farlo. Nel caso in cui una scuola non raggiunga i 500 alunni (la soglia non è un errore, il numero citato è voluto) la si può aggregare ad un'altra, oppure la si può spezzettare in più tronconi, assegnandone una parte ad una scuola, una parte ad un'altra. In quest'ultimo caso, il dimensionamento, da male necessario, finisce per essere irrazionale e totalmente ingiusto per le famiglie, gli alunni e gli insegnanti.  La proposta è semplice ( e la regione ha il dovere di recepirla e in fretta, visto che i ricorsi saremo costretti a farli contro di lei): occorre  accorpare le scuole anzichè spezzettarle in più tronconi, facendo finire un docente qui e uno li. Solo per i casi più evidenti, la proposta può essere riassunta come segue:

1- occorre accorpare Deledda e DeSantis per le superiori, mettendo un tetto al numero di alunni  del d'Arborea, che comunque deve essere mantenuto fuori dal dimensionamento;
2-  occorre accorpare la scuola infanzia-elementare Satta all'IC Spano-DeAmicis - evitando così lo spezzettamento di quest'ultimo in  due tronconi: Spano (sede di via Falzarego - che in base alla delibera del 5 febbraio  va al Satta) e la sede staccata di via Piceno che va al Santa Caterina-Manno, istituto di nuova creazione,

Perchè accorpare è meglio che spezzettare ?
1- Accorpando cambia il preside ma non i docenti. Il preside è uno, i docenti sono molti, come capisce chiunque. Le famiglie decidono dove far frequentare le scuole ai loro figli sulla base di un incarico fiduciario al docente, non al preside. Il titolare della continuità didattica non è il dirigente scolastico (che ha altri meriti) ma il docente. Lo capisce chiunque, non lo capiscono solo i burocrati e gli amministratori locali.

2- In caso di spezzettamento, la continuità didattica non esiste più, comunque, sia che valga la semplice graduatoria di istituto, sia che valga la graduatoria unica, che dovrà essere redatta dall'USP sulla base delle scuole coinvolte nel dimensionamento. L'affermazione di qualche esponente dell'USP, secondo il quale la continuità didattica non sarebbe così importante e annullata dai tempi della Moratti, è da respingere categoricamente. Chi ha fatto questa affermazione in privato, se la sente di metterla per iscritto e dichiararla pubblicamente?

3- L'interpretazione della nota prot. n. 3072 dell'USR del 21 marzo 2013, recante chiarimenti e  istruzioni operative sulla mobilità del personale docente – Delibera RAS n. 12/9 del 5 marzo 2013 e decreto USR n. 4035 dell’8 marzo 2013 -  verrà impugnata dai docenti, messi in concorrenza fra loro, perchè è possibile darne almeno una duplice interpretazione, questo indipendentemente dall'interpretazione che ne voglia dare l'USR. Una interpretazione è dirompente e getta nello sconforto persone con una trentennale esperienza lavorativa. Ne seguirà un contenzioso infinito che, sia chiaro, non consente alcun risparmio.

Possibile che una persona inesperta  di 34 anni, assessore al Comune di Cagliari, sia libera di fare danni senza che nessuno, dopo 30 anni di insegnamento, possa rivendicare i suoi diritti ? Oltre che una class action nei confronti della regione Sardegna, non vi sembra lecito agire in giudizio, chiedendo i danni a chi, avvertita a più riprese dello sfascio che stava provocando, ha perseverato infischiandosene dei problemi altrui ?

 

 

Riprendiamoci la scuola: non lasciamola in mano ai burocrati

 

L'apprendimento è un processo sociale frutto di un libero incontro  fra maestro e alunno: non sono i burocrati che vanno in classe, sono i docenti. Non sono i burocrati (sindacalisti, dirigenti ministeriali, scolastici, regionali ecc. ai quali colpevolmente gli insegnanti hanno lasciato carta bianca)  che devono dettare i tempi agli insegnanti e alla scuola. Il contrario semmai: è la burocrazia (quella minima che ci serve, non di più) che si deve mettere al servizio della scuola e  dell'apprendimento.
Seguite questo video di un uomo colto, innovatore e.. creativo. Capirete la miseria delle attuali politiche scolastiche, l'inutilità di un  dimensionamento che non fa diminuire la spesa e crea solo tensione sociale.

 

 

 
 
  Dimensionamento illegittimo
 
 

Tanto per capire di cosa stiamo parlando, ovvero, perchè il dimensionamento fatto su leggi dichiarate incostituzionali, è illegittimo,
leggete qui

C'è chi dice che le scuole si sono accorte troppo tardi del disagio.

Per favore, non vogliamo essere presi in giro, infatti :
1- Lazio, Sardegna e Molise non approvano in tempo il piano di dimensionamento ,
2- La giunta regionale in Sardegna nel mese di Marzo era inesistente per via del ritiro delle deleghe da parte di Cappellacci ai suoi assessori.

3- Complimenti al sindacato ANIEF che sta dimostrando, a differenza degli impaludati e collusi sindacati tradizionali, che le battaglie possono essere vinte ricorrendo alla magistratura e che il circuito  vizioso fra dirigenti del miur e sindacalisti della triplice ( o quadruplice ?), deve essere spezzato.
 

 

  Harlem shake  degli studenti dell'Eleonora d'Arborea : fate girare
 

Anche se non condivido il criterio di dimensionamento adottato dalla provincia, do atto all'assessore provinciale Mele di essersi comportato in maniera esemplare per quanto riguarda gli aspetti procedurali del dimensionamento stesso. Egli ha infatti correttamente informato i dirigenti scolastici coinvolti, i sindacati e si è sincerato, consultando il CSA (ex provveditorato), che la decisione presa non avesse effetti negativi sui docenti coinvolti. Poichè le cose in realtà sono molto più complicate di quello che sembrano, credo che una riconsiderazione della decisione presa farebbe solo onore ad una persona di scuola e corretta come Franco Mele.

Contro il dimensionamento  un'interessante iniziativa degli studenti della scuola Eleonora d'Arborea di cagliari i quali, con una domanda puramente retorica, si chiedono se .. " la vera "pazzia" sia il video qui sotto o la delibera  che prevede lo scorporamento dell'indirizzo economico-sociale visto che essa causa  ripercussioni negative  non solo sull'indirizzo interessato ma  su  tutti i corsi dell'istituto, sugli studenti e le loro  famiglie, sui  docenti e sul  personale ATA. Noi studenti vogliamo esprimere dunque attraverso questo video il nostro dissenso verso questa delibera. "

 

Il dimensionamento-porcata della provincia di Cagliari viene accettato dalla Regione

 

Quello che si temeva al Liceo delle scienze Umane Eleonora d'Arborea e all'Istituto tecnico G. Deledda di Cagliari si è purtroppo avverato: la regione, amministrata  da un governicchio  di centrodestra, non fa nessuna fatica ad accettare un piano di dimensionamento-porcata della provincia di Cagliari, governata da un'amministrazione di centro  sinistra che dovrebbe essere già a casa, se il risultato referendario fosse  stato rispettato. Scadono a giugno  come le mozzarelle e gli yougurt, tuttavia  si ostinano a fare danni sino alla fine. C'è di più: in Regione, dopo la batosta elettorale, prima di ritirare le deleghe ai suoi assessori, il presidente Cappellacci ha sentito il bisogno di fare un ultimo capolavoro: smembrare una scuola che funziona e sopprimerne un'altra che ha esercitato un ruolo storico e fortemente innovativo nel panorama cittadino. I fatti sono questi : il Liceo Eleonora d'Arborea, che funziona benissimo ed ha molte iscrizioni, viene smembrato e gli studenti dell'indirizzo economico-sociale   vengono "passati"  al Liceo De Santis di Cagliari che ovviamente non funziona (non certo per colpa del corpo docente), visto che ha pochissimi  iscritti. Poichè c'è il rischio che  gli studenti del D'Arborea non siano sufficienti,  si sopprime una istituzione storica come il tecnico Deledda e  si "trasportano"  i suoi allievi  parte al De Santis e parte all'Azuni: un'altra scuola che non ha iscritti. Con una sola azione provincia e regione, entrambe unite, indipendentemente dal colore politico, realizzano una specie di governissimo e riescono a  scontentare  circa  700 famiglie, all'incirca  2000 persone, creando conflittualità,  criticità e problemi ad  una cinquantina di docenti. Il vantaggio è che accontentano un preside e un dsga. E' sensato ? CERTO CHE NO.
Ecco una soluzione alternativa che  accontenta anche il preside: basta accorpare il  De Santis al  Deledda (e non viceversa). Quali sono i vantaggi ?
1- si lascia fuori dal dimensionamento il d'Arborea semplicemente perchè funziona, va bene così come è, e non risulta sovradimensionato, sulla base della spending review, della lettera dell'UE e della finanziaria del governo Monti, dove si parla di autonomie scolastiche di almeno 1.000 studenti ( basterà per un ricorso ? );
2- si accorpa il De Santis al Deledda (distano appena 100 metri), proprio in questo ordine, perchè sono quelli del Deledda che hanno più alunni e più possibilità di sviluppo: meglio un IIS che un liceo.
3- Nel caso si voglia limitare il sovradimensionamento del d'Arborea di Cagliari è possibile fare cose più intelligenti di quelle previste dal piano di dimensionamento regione-provincia.
     a- si potenziano gli istituti   di Quartu che hanni indirizzi linguistici e economico sociali, al fine di intercettare la domanda degli studenti provenienti dalla terza città della Sardegna;
     b- oppure, si crea un nuovo Liceo delle scienze umane a Cagliari ma in centro, per esempio al Riva, che , a questo punto può lottare ad armi pari con il d'Arborea. Finché il De Santis sarà collocato di fronte ad un cimitero, anche con il travaso di quest'anno, avrà sempre problemi e non decollerà mai.Quest'ultima proposta  scaturisce dal fatto che se il DeSantis non ha iscrizioni, la cosa non è certamente dovuta agli insegnanti, preparatissimi e molto in gamba. La cosa dipende dal fatto che non si può tenere una scuola in una posizione svantaggiata e infelice come quella attuale. Il problema si riproporrà inesorabilmente fra qualche anno. Anzi, succederà che molti studenti, iscritti all'indirizzo economico sociale del d' Arborea, rimarranno dove sono, cambiando semplicemente  indirizzo.  In sostanza, con questa decisione si scontentano tante famiglie, si scontentano gli studenti, si complica la vita ai docenti e si interrompe la continuità didattica, anche negli indirizzi che non sono coinvolti dalla decisione. In poche parole, si crea  conflitto e malcontento sociale e si aumenta la spesa:  una cretinata totale.


 

 

L' OCSE boccia in modo inequivocabile (anche se elegantemente) i progetti di Scuola digitale del Ministero dell'Istruzione

 

Qualcuno al miur, esperto in supposte del sapere, convinto di essere un primo della classe, ha  voluto una ricerca indipendente sulle azioni di scuola digitale che lo stesso MIUR sta portando avanti. Risultato : bocciato senza appello. Questo è il documento originale (tralasciate pure la sintesi del MIUR perchè  risulta  un tantino edulcorata). 
Riassunto.
1- slide 3: su 28  paesi siamo 26° per la presenza e l'utilizzo dell'ICT nelle scuole : ci precedono tutti, tranne Grecia e Romania;
2- slide 4 e 5: siamo 25° su 28 per banda larga, connettività e presenza ict dedicata agli studenti;
3- slide 9: Il budget che il MIUR mette a disposizione per superare questo GAP impressionante è di soli 30 milioni di euro: meno di quanto  costa un calciatore. Equivale allo 0.1 %  del Budget del MIUR, per un valore di 5 euro all'anno per ogni studente: meno della paghetta di una settimana.
4- slide 10: per quanto riguarda la punta di diamante del piano MIUR di scuola digitale, il piano-LIM, si evidenzia la scarsa penetrazione  nelle classi.  Se facciamo un confronto Italia- Inghilterra, al ritmo attuale, ipotizzando che il Regno Unito non ne acquisti più manco una , occorrerebbero  15 anni per raggiungerli: Achille- UK e tartaruga-Italia. Fra 15 anni le LIM, ovviamente, non esisteranno più.

I suggerimenti più interessanti dell'OCSE:

1- Buttare a mare il tanto strombazzato piano classi 2.0: velleitario, inutile e costoso;
2- Puntare su scuola 2.0. Ma con quali soldi ? Per il momento la percentuale di penetrazione di questa azione (erano 16, ora saranno al massimo 30 scuole in tutta Italia), è pari allo 0 virgola quasi niente;
3- Suggerimenti interessanti che i burocrati del MIUR-USR non capiranno mai e che comunque non sono in grado di declinare sono : adattare curriculum e valutazioni alla scuola digitale, creare le condizioni per il  P2P learning, innovare la pedagogia, puntare sulle risorse aperte  e sui contenuti open source (OER), incoraggiare i docenti a condividere i materiali (ma sappiamo però che al MIUR  preferiscono acquistarli fuori, pagandoli 40.000 euro ogni 3 minuti-video), dare alle scuole piena autonomia in termini di organizzazione delle lezioni, puntando sull'educazione non formale, creare una piattaforma per produrre materiali didattici multimediali (a proposito, provate IMPARI): in poche parole, sbaraccare l'attuale sistema verticistico e centralistico per un'organizzazione orizzontale del sistema educativo, incentrato sugli studenti e sui docenti, non sui burocrati (strapagati) e sui sindacalisti collusi che li affiancano e li difendono.

Più altro ancora, insomma leggetevelo: è illuminante.

 

 

Dimensionamento della provincia di Cagliari: un errore madornale

 

L'assessorato della provincia di Cagliari  propone alla regione Sardegna un piano di dimensionamento che prevede lo smembramento del Liceo Eleonora d'Arborea di Cagliari che ha l'unico torto di funzionare benissimo e di poter offrire al mercato circa 500 studenti utili a tutelare la direzione di qualche preside. I docenti della scuola, gli studenti e le loro famiglie  non lo permetteranno.

I docenti della scuola hanno elaborato questo documento.
 

 

Scemidas : Scuola digitale e fesserie dei politici

 

E' tempo di elezioni, quindi chi si candida deve  dire qualcosa pur di finire sui giornali: ovviamente scemenze. Oggi devo finire uno script php su come creare al volo mappe concettuali  in pochi secondi a partire da wikipedia, però a giorni vorrei analizzare:

1- la notizia odierna: il fatto che la scuola digitale sarebbe partita da Ozieri, ovvero quali i meriti (nulli) e i demeriti (tanti) del duo  Cappellacci - Milia. Ma è partita veramente ? Partita male direi... Continua.

2- La dichiarazione, a mio parere sbagliata,  del coordinatore di SEL Piras, secondo il quale la priorità della scuola sarda non sarebbe la digitalizzazione ...  Continua .

3- Una mozione che si aggira in consiglio regionale per chiedere alla Giunta di ripristinare i bandi di gara sul progetto scuola digitale esattamente come erano, con i programmi trentini, le farneticanti richieste di sw. open source che dovrebbe diventare di proprietà della regione, la piattaforma di 6.000.000 di euro, il carrozzone del centro di eccellenza, i materiali creati dagli editori e non dai docenti, le scuole che non possono partecipare  ai bandi e le altre cose già analizzate in questo sito. La mozione, firmata da tutti i consiglieri  di opposizione, tranne che dal presidente Renato Soru, ovviamente l'unico che se ne intende,  contiene parecchie inesattezze e confusioni. A beneficio di chi guadagna un pacco di soldi pubblici per rappresentarci e che non si legge neanche le cose che firma, farò un raccontino breve, con un riassuntino.
 



Impari
didattica digitale dal basso

Per il prossimo anno scolastico perchè non adottiamo come libro di testo Wikipedia: è gratis, è libero, è digitale, tradotto in 32 lingue, liberamente editabile.



 

 

 

L'educazione proibita: un video molto interessante sul sistema scolastico argentino e sui sistemi scolastici del mondo

 

Un video per alcuni versi illuminate sui sistemi scolastici del mondo. Arriveranno al 2025 ? Benissmo la pars destruens, meno la proposta, la pars adstruens.

 
 

 

Scemidas : La regione butta quasi un milione di euro a favore di  un ente di formazione

 

La regione Sardegna propone un bando per la selezione del soggetto che dovrà formare i docenti (Master teacher) su tematiche attinenti alla lavagna interattiva multimediale (LIM): aspetti tecnologici, utilizzo nell'attività didattica, interoperatività con i tablet, fruizione e produzione di oggetti didattici da utilizzare in classe con tale strumento. Il soggetto manco a dirlo è un ente di formazione e il budget, molto alto, sfiora il milione di euro.  Continua …
 

 

Semidas: visti i risultati l’assessore Milia si dovrebbe dimettere.

 


Se l’Italia fosse un paese normale, vista la confusione totale nella quale versa il progetto semidas, l’assessore regionale alla pubblica istruzione  dovrebbe dimettersi. Questo non succederà ovviamente, proprio perché non siamo un paese normale. Tuttavia prima o poi questa giunta cadrà e il prossimo Assessore avrà l’onere di dire  qualche parola di  chiarezza sull’azione scriteriata dell’assessorato all’istruzione, sulla sua struttura, totalmente inadeguata,  sul  perché si è affidato il progetto a incompetenti. Continua…
 

 

Libri di testo in formato digitale: la rivoluzione è in arrivo grazie ad epub3

 

Che ne dite di un sistema di publishing distribuito, gratuito, totalmente cloud, gestito direttamente dalle singole scuole e basato su un nuovo concetto di libro di testo  ?  Una cosa che assomiglia al servizio della  Cambridge university press, per intenderci, solo che non costa nulla e produce libri interattivi. I docenti, ma potremmo dire anche gli studenti (questa è l'opzione che preferisco) , si costruiscono on line i loro testi, molto velocemente e li rendono disponibili secondo un criterio di open content, in modo che siano personalizzabili ed editabili. Direte, ma dove sta la rivoluzione ? Tutto questo era possibile farlo da tempo, servendosi di pagine web interattive. Certo, era possibile avere pagine web interattive ed orientate all'apprendimento,  ma non era possibile avere  testi digitali interattivi, leggibili direttamente su un ebook reader. In sostanza, il libro digitale è stato finora solo la controparte  della sua versione cartacea, tanto è vero che la maggior parte sono rilasciati in PDF; il formato nato appunto per la stampa non per la rivoluzione digitale. Oggi, grazie al nuovo formato epub3, non è più così. E' possibile infatti realizzare una convergenza completa fra WEB e LIBRO perciò quest'ultimo diventa AMBIENTE DI APPRENDIMENTO a tutti gli effetti, nella maniera più completa, così come poteva esserlo finora solo un sito WEB dei più completi. Grazie a questo formato è possibile avere testi scolastici completamente nuovi, interattivi, dinamici, liquidi, infiniti o come preferite chiamarli. Ecco alcune specifiche dell'epub3:
  il formato legge HTML5, perciò sui libri è possibile avere tutte le opportunità da esso previste, come il disegno a mano o il testo scritto (ottimo per integrare i libri sulle LIM oppure per integrare la LIM nel libro);
il formato diventa più consapevole dei TAG SEMANTICI e viene migliorata molto la gestione dei METADATI. I libri diventeranno interconnessi l'uno con l'altro, esattamente come lo sono oggi le pagine WEB. Probabilmente, in diversi settori,  sarà possibile generarli con dei software e l'uomo interverrà per apportare le correzioni, esattamente come succede oggi per la traduzione automatica;
vengono supportate le proprietà più avanzate del CSS3: più colonne, più grafica e meno roba squadrata;
viene assicurato un miglior supporto per dizionari interni e per glossari;
ora è possibile avere la potenza di un linguaggio di programmazione all'interno del libro, grazie all'adozione di javascript: questa è la vera rivoluzione. All'interno dello stesso libro, oltre che  contenuti statici si potranno  avere un sistema di valutazione interattivo, affiancato magari da un sistema di social learning e di social reading e tanto altro ancora. Unico limite: l'immaginazione;
il linguaggio MathMl è supportato in maniera nativa per cui il libro capisce le formule della matematica. Unendo questa caratteristica con javascript si possono costruire libri molto interessanti sia di matematica che di chimica e di altre scienze;
il multimedia viene assicurato grazie ai tag AUDIO e VIDEO di HTML5. Flash finito ? Steve Jobs dimostra,  sempre di più, di aver capito più di tutti;
molto interessante l'introduzione degli OVERLAY. In questo modo il testo può essere sincronizzato con il parlato, a tutto vantaggio di varie tipologie di handicap e DSA;
si ottiene la piena comprensione del linguaggio SMIL ( una mia vecchia passione ) e di SVG (non solo grafica vettoriale, come sapete è molto di più);
il supporto alla scrittura è completo sia per la produzione orizzontale che verticale, con tutti i tipi di scrittura, per esempio per i caratteri non romani  (RUBY)

Ad oggi è presente un solo ereader che legge il formato epub3 ma molti produttori si stanno adeguando. Non è ancora disponibile un sistema autore per costruire il libro in modo semplice, per questo ne ho costruito uno velocemente (solo 15 gg di lavoro a settembre ) e a giorni troverete il link in questa stessa pagina. Così, tanto per....


 

 

Regione Sardegna: bando sulle LIM

 

 
Ho letto il capitolato tecnico per il lancio della rdo della scuola capofila di Thiesi. Terribile, é  pieno di errori. Inoltre, è difficile comprare un kit di qualità con il budget che le scuole hanno a disposizione.  Questa parte del progetto, per insipienza, per scarsa competenza di chi lo ha gestito (ad essere generosi, in realtà c'è di più e di peggio), sarà un fiasco. E dire che potremmo ancora salvarci.

     
 

Scuola digitale : decisioni estive

 

Ad agosto la regione ha preso una decisione saggia: ha annullato il bando sui contenuti di semidas perchè era semplicemente insostenibile (diverse aziende mi hanno detto che avrebbero partecipato solo per far ricorso), scritto con i piedi e progettato  senza coinvolgere i docenti e le scuole sarde, con la richiesta di una piattaforma fumosa, mal descritta eppure valutata la bellezza di 6 milioni di euro (qualcuno sa dire come si è arrivati a preventivare questo costo ?). Certo, annullare un bando a pochissimi giorni dalla scadenza è stranissimo,  dimostra scarsa considerazione per chi ha investito energie e soldi per partecipare,  solleva numerose domande sulle motivazioni che la giunta regionale ha portato per sostenere la decisione. Motivazioni, quelle presentate, che sono semplicemente un pretesto e non la vera ragione dello stop (quelle vere devono essere piuttosto imbarazzanti). In attesa di una più attenta analisi dell'accordo fra Regione e Miur, nonchè di altri documenti comparsi nei blog, mi limito a mettere l'accento su alcune criticità e a porre  alcune domande.

1-Il progetto continua veramente ?

2- La Regione ha intenzione di coinvolgere questa volta i docenti sardi oppure siamo passati dai trentini ai fiorentini (cioè all'indire) ?

3- I materiali verranno prodotti dai docenti sardi oppure saranno semplicemente acquistati dagli editori? In tal caso il rimedio è peggiore del male. Infatti, sono i docenti che decidono i  libri  da adottare,  non un funzionario o un esperto o un bando di gara della regione. Se la regione acquista  libri senza consultare i docenti (sardi), anche se sono digitali, poichè ne limita la libertà di insegnamento, espone un progetto qualificante come questo ad una sonora bocciatura e a sicuro fallimento.

4- Mi riprometto di analizzare in modo più approfondito, per l'ennesima volta (inascoltato da due anni anche da chi oggi dice che vuole lavorare per le scuole e non per gli editori), perchè il bando sui contenuti appena cancellato, tutto a favore degli editori, non possa che essere rimodulato in modo da vedere la partecipazione attiva delle scuole e dei docenti. Non basta ovviamente un accordo con miur e agenzie periferiche per avere questo coinvolgimento, occorre un coinvolgimento vero dei docenti nel processo di produzione dei materiali che non a caso vengono definiti "didattici".

5- Se hanno fatto bene a fermare il bando sui contenuti, hanno fatto male a pretendere che le procedure d'acquisto sulle lim andassero avanti come se non fosse successo niente. Eppure qui basterebbe poco per ripristinare condizioni accettabili  e uscire dalla situazione caotica creata dalla Regione e per la quale l'assessore si dovrebbe scusare pubblicamente.

 

 

Scemidas : caos totale e situazione da asilo Mariuccia

 

Il progetto scuola digitale della regione è ormai immerso in un caos totale. Le mosse della regione sono state nell'ordine:
1- con le giornate di Oristano hanno tentato di far acquistare ai presidi una LIM  che nessuno ha mai visto e che probabilmente vale poco e niente. Come sapete gli è andata male.
2- Hanno cercato, riunendo i cosiddetti facilitatori a Macomer, di riproporre l'operazione a favore della LIM famigerata, con un trucchetto. L'assessorato all'istruzione e il gruppo che sta gestendo il progetto, dopo aver comunicato che la regione non avrebbe mai modificato il disciplinare tecnico pro-oliboard, ha passato il capitolato ai facilitatori e questi, più realisti del re, hanno cercato di riproporlo alle scuole punto ordinanti, in maniera del tutto irrituale, senza alcuna lettera di trasmissione, senza uno straccio di comunicazione ufficiale, senza niente. Finora hanno trovato un solo campione, il preside della scuola di Tonara (con relativo facilitatore) che ovviamente si prenderà il ricorso delle ditte escluse e non solo.   Anche in questo caso gli è andata male.
3- Ultim'ora: circola la voce, ma è solo una voce (dall'assessorato si sono ammutoliti), che la Regione darebbe alle scuole la libertà di modificare il capitolato tecnico pro-oliboard (come sono buoni), se queste sono in grado di costruirne uno nuovo. Poichè la stragrande maggioranza non è in grado (onestamente bisogna riconoscerlo), la speranza è che molti si prendano il capitolato pro-oliboard e procedano all'acquisto. Ovviamente anche in questo caso ci saranno una marea di ricorrenti. Più che lavorare per la riuscita del progetto, il gruppo del'assessorato ha lavorato finora,  benissimo e brillantemente per il suo sicuro fallimento. Naturalmente, per convincere i presidi ad acquistare in fretta, si usa sempre lo stesso argomento, lo stesso di un anno fa: se non procedete all'acquisto rischiamo di perdere i fondi europei. Come mai non li hanno persi già l'anno scorso, visto che l'argomento è vecchio di un anno ? Inoltre, poichè i ritardi sono da ascrivere totalmente all'assessorato, nel caso si dovessero perdere i finanziamenti, propongo  una class action nei confronti di chi  ci ha portati in questa situazione ( si badi bene, delle persone e non dell'ente regione).
Sono diversi quelli che mi chiamano per avere consigli su come modificare il disciplinare di gara e procedere all'acquisto. A mio avviso, anche se questa operazione è lodevole, si colloca in un clima di caos totale, per non dire di opacità e di turbativa, che certamente, comunque si alteri il disciplinare, favorisce i ricorsi di chiunque.
Vorrei trovare il tempo per scrivere qualcosa su questi argomenti:

1- lo strano caso dell'access point che ci chiedono di acquistare con una certa insistenza,
2- il cablaggio  dei punti rete delle scuole assegnato  alla Telecom,
2- i soldi (spesi ?) previsti per il  sito semidas.it ,
3- Brevissima analisi sul ruolo dei cosiddetti facilitatori,
4- Infine, come si esce da questa situazione ?

A mio parere da questa situazione si esce solo bloccando tutto, sia le procedure per il lancio delle RDO sulle LIM, sia il bando per l'acquisizione dei contenuti, in modo da depotenziare  il caos creato dal gruppo regionale che finora ha gestito il progetto. In poche parole, andiamo al mare e godiamoci le ferie. A settembre però, si lavori dal primo giorno e  chi ha l'incarico, ci faccia trovare Linee guida aperte a tutti i player per le LIM, capitolati tecnici adeguati e modificabili, nonchè un nuovo gruppo di persone, proveniente dal mondo della scuola (o extra, ma comunque competente ed equidistante dalle aziende),  capace di aiutare i punti ordinanti nelle procedure tecnologiche. I fondi per l'acquisto dei materiali didattici ( i famosi 17 milioni, più gli altri 12 per la golden platform and services, se ancora ci sono) andrebbero trasferiti direttamente alle scuole che, organizzate in rete, con il supporto di persone veramente esperte (quindi gli attuali sono esclusi), di una forte e strutturata regia centrale e di un centro redazionale, sarebbero sicuramente più capaci di gestire l'intera procedura per la produzione di lezioni multimediali di chi ha avuto finora questa responsabilità. Se è vero che nessuno, da solo, è in grado di realizzare un progetto così complesso e ambizioso, è altrettanto vero che un'intelligenza collettiva, composta da docenti, dirigenti scolastici, imprese multimediali ed editoriali, dotata di strumenti di collaborazione e comunicazione adeguati, sarebbe in grado di fare le scelte giuste, esattamente come  già sperimentato in  analoghe esperienze all'estero.  Riusciranno i politici regionali a capire una cosa così semplice ? Scommettiamo che il coinvolgimento diretto delle  scuole nella produzione dei materiali didattici porterà ad un risparmio che consentirà di acquistare anche i tablet per gli studenti ? 
Buone vacanze a tutti (...anche a quelli che mi vogliono male... pochissimi fortunatamente).
 

 

Un libro digitale fatto dalla frizzante VD Pedagogico della mia scuola

 

Classe VD

Scritto dagli studenti per gli studenti.
Un aiuto  per preparare la seconda
prova scritta di Pedagogia.


 

 

Scaricatevi il
testo in
formato
e-pub

 

 

Scaricatevi Calibre viewer e-pub



 

Scaricatevi le presentazioni in PPT

Il libro è liberamente scaricabile. Ciascun capitolo è dotato di una presentazione PPT in modo che lo stesso sia fruibile anche per le LIM. Ma ce le danno ancora ?

Le presentazioni sono depositate nella piattaforma di social learning open e gratis, che stiamo preparando. A giorni il link.

 

 

Qualcuno dice che i docenti non sono capaci a scrivere, da soli, un libro di testo. Io non credo,  anzi, molti materiali didattici possono essere sviluppati direttamente dagli studenti: la vera forza innovativa e rivoluzionaria del sistema scolastico, finora tenuti con il freno a mano tirato. Se gli diamo spazio, ci costruiscono loro, a zero euro, i contenuti digitali che la regione vuole produrre dando 17 milioni di euro a non meglio precisati facenti la parte degli editori (quelli veri, seri, non partecipano al bando, hanno capito che il bando di gara per i contenuti è un pasticcio, scontenta tutti e non serve a nessuno). Non dico che questa è l'unica  soluzione, dico che siccome il progetto di scuola digitale regionale, così come è, sarà un fallimento, ci toccherà raccogliere le macerie e lavorare per conto nostro (naturalmente spero sempre in un ripensamento, spero sempre che si ritiri il bando e che si rifletta seriamente sulla nuova filiera dell'editoria digitale).

A giorni fornirò il  link di una piattaforma di social learning, alla quale lavoriamo con un gruppo di amici da mesi. La metteremo a disposizione gratuitamente e sarà open source.

 


 

 

Lancio delle RDO ad Oristano nelle giornate del 14, 15 e 16: confusione totale

 

Come sapete, da lunedì 14, 15 e 16 le scuole punti ordinanti sono convocate ad Oristano per lanciare la cosidetta RDO (richiesta di offerta) delle LIM e di un Access Point (questa è nuova, appena uscita dal cilindro della Regione). Poichè il caos è totale, i documenti sono oscuri e i "chiarimenti" sono un rimedio peggiore del male, considerato che  le ditte fornitrici di LIM si sentono escluse dalla Regione e per questo faranno certamente ricorso, non è interesse dei DSGA e dei Facilitatori prendersi una responsabilità così grande, al posto di chi ha pasticciato il tutto. La Regione, nonostante la mia diffida, ha preso spezzoni dei miei documenti  e li ha modificati in modo tale da favorire una scelta ben precisa, che se è quella della Regione, non per questo deve essere quella delle scuole, e se lo è o lo diventa, non per questo deve essere proposta in modo vergognoso, con documenti che arrivano di venerdì e che in modo ultimativo, invitano le scuole all'acquisto,  scaricando sui poveri facilitatori l'onere di lanciare almeno 20 RDO, perchè quella prevista per le altre 80 gli è sostanzialmente andata male. Non è giusto nei confronti delle scuole, non è giusto nei confronti del progetto, che inizialmente era ispirato da ben altra filosofia, non è giusto nei confronti della Sardegna. Non è giusto neanche nei confronti della Giunta che aveva approvato un progetto molto interessante con le linee guida entrate in vigore in virtù della DELIBERAZIONE N. 52/9  DEL  27.11.2009.  Propongo che le giornate di Oristano diventino un utile confronto, una bella occasione formativa, ma che non venga lanciata alcuna RDO, nè da parte delle scuole punto ordinante, nè da parte delle scuole che fanno capo ai facilitatori. Propongo a tutti, Regione compresa, di fermarsi a riflettere qualche giorno.  A tutti capita di sbagliare, però non si deve andare oltre. Andare oltre significa andare oltre un punto di non ritorno, significa trasformare un bel progetto nato per scopi didattici ed educativi in una lite giudiziaria che blocca tutto e non conviene a nessuno. Finora nessuno si è fatto male, occorre evitare che qualcuno, specialmente in buona fede, prenda decisioni sbagliate, favorite dalla fretta e da una serie di comunicazioni opache. In questo caos ho cercato di capirci qualcosa. Vi confesso che non so se ci sono riuscito, comunque le mie considerazioni le trovate continuando la lettura:  CONTINUA.

 

 

Bando regionale sui contenuti  didattici digitali: un secondo progetto Marte.

Stranezze, scopiazzature e cose curiose del bando
 


Giornate del 14, 15 e 16 maggio per il lancio delle RDO (Diffida alla regione Sardegna circa il possibile utilizzo delle mie linee guida per l'acquisto delle LIM)


E' stato pubblicato il bando di
Gara con procedura aperta per l'appalto di servizi operazione (ma come scrivono ?) scuola digitale – Realizzazione del sistema telematico, produzione di contenuti didattici digitali e costituzione di un centro di competenze per l’erogazione di servizi di eccellenza ( Marte, Mercurio, Giove e Eccellenze.. non è meglio dire che una cosa è eccellente dopo averla realizzata ?).

Desidero  comunicare  che non  condivido questa impostazione e semplicemente  non c'entro niente. 
Un commento analitico e certamente negativo a giorni.

Il simpatico redattore ha copiato molte mie idee, per dimostrarlo sono disponibile ad un pubblico confronto e non solo a questo.  Idee elaborate da me, che comunque considero non mie ma degli insegnanti, da mettere a disposizione delle scuole,  sono state prese, stravolte e inserite in un bando di gara che relega queste ultime ad un ruolo marginale. A giorni una presentazione sui punti del bando copiati di sana pianta da miei documenti.

La chicca più esilarante è che i programmi su cui costruire i contenuti didattici per le scuole sarde sono quelli del Trentino, dove è in vigore  una legge provinciale sulla scuola che, ovviamente, vale solo per la loro provincia. Dove sono obbligatori  piani di studio fondati proprio su quella legge e che per questo si discostano dai piani nazionali, sia  per le discipline, per il quadro orario e anche perchè docenti e presidi sono pagati di più. Che basti questo ad impugnare il bando ? La regione vuol fare come il Trentino: benissimo. Dateci gli stessi soldi che prendono i docenti del Trentino e farete molto meglio che buttare i soldi in un progetto originariamente  bellissimo, completo, ora trasformato e reso irriconoscibile da esigenze personali e  politiche incomprensibili.

 Scaricatevi i documenti ....

Tanto per anticipare come la penso, è totalmente inaccettabile che la Regione pensi di imporre ai docenti della Sardegna contenuti didattici che non hanno scelto, che non hanno concorso ad elaborare, sulla base di documenti elaborati in Trentino, dove si parla di  altre cose, dove hanno altri problemi e modi di fare completamente differenti. Non è copiando da chi è più bravo  che si cresce. Si cresce partecipando ad un processo collaborativo, collettivo e connettivo, dove le persone, docenti e dirigenti,  sono incluse e non messe tra parentesi.

Che ne sanno i funzionari della regione e l'esperto di turno (che poi è sempre lo stesso) di quello che serve ai docenti dei vari ambiti disciplinari,  dei loro studenti o scolari ? Si comportano come esperti, ma lo sono veramente ? Non direi. Nell'ordine hanno partecipato e portato a perfetto fallimento i seguenti progetti:
- progetto Marte (fallito, come sanno tutti);
- un sistema per  raccogliere ed elaborare i dati sulla dispersione scolastica in Sardegna elaborato dal  Crs4(1.500.000 di euro buttati; ho visto il sw. varrà si e no 20.000 euro) di cui non ricordo il nome, ma sarà senz'altro qualcosa di magnifico (i pianeti se li sono già giocati rimangono "Galassia", "Luna" ecc.) . Nel caso servisse comunque, sono pronto a rispondere in tutte le sedi delle mie affermazioni. In alternativa, poichè il sistema era una piattaforma web, gli amici del Crs4, della Regione, possono smentirmi mettendo on line il sistema, così come prevede il progetto in questione :-) .

- Ora questi soldi, in particolare, circa 6.000.000 per la piattaforma (eita esti de oru ?), circa 17 milioni a favore degli editori per costruire materiali grezzi, altri 6.000.000 per un altro carrozzone definito pomposamente Centro di eccellenza. Ricordatevi che il mondo sta cambiando, i contenuti didattici li preparano i docenti, non gli editori. Gli editori producono i libri, non le lezioni multimediali.

A breve una presentazione sul bando di gara. Mentre la parte giuridica è fatta benissimo, la parte didattica e tecnologica non lo è, sono infatti molti gli strafalcioni e i dilettantismi.

   
2 maggio - PPT sulle parti scopiazzate
 
4 maggio - Analisi della piattaforma (Word)
 
Accordo Trentino-Sardegna. Leggetelo, è breve e molto istruttivo. art. 4 : Per quanto riguarda i  contenuti, la Sardegna si impegna a fornire al Trentino i materiali didattici prodotti con questo bando (valore 17 milioni di euro). Il Trentino in cambio si impegna a dare alla Sardegna un file contenente un semplice elenco, questo. Vi sembra normale ? Più che SemidasScemi-das.
 
Analisi del cosiddetto centro di eccellenza(word)


Analisi del bando per i contenuti a favore degli editori (word)
 


LIM e linee guida: Diffida alla regione Sardegna(word)
 
 
 

Agenda digitale italiana

 

  Non sono un fan del MIUR, questa volta però hanno avuto un'idea molto bella, si chiama Agenda digitale Italiana. Potete  proporre e votare le idee degli altri, all'interno di uno spazio collaborativo, gradevole, frutto di una piattaforma solida come ideascale. Potete anche seguire la discussione su twitter con l'hashtag #adisocial.


Mentre la regione Sardegna, ricevuto un progetto pregevole, lo trasforma nel secondo progetto Marte,  in questo sito del MIUR si respira finalmente freschezza. Fate voi stessi il confronto tra i due siti:

sito del progetto scuola digitale regione

sito dell'agenda digitale italiana
 

Ecco invece il sito di Anna Ladu - docente che da anni costruisce un Blog per ogni classe e fa lavorare on line i suoi studenti. Come lei tantissimi altri/altre (tutti da mettere tra parentesi ?)

 

 
 

Derrick de Kerckhove: per un nuovo modello pedagogico. Libri di testo digitali come sapere connettivo e collettivo.

 

Mettere in rete il libro dell'intelligenza.

“Anziché considerare la cognizione come
un fenomeno isolato che si produce
all’interno della testa, bisognerebbe
vederla come un fenomeno distribuito,
che supera i limiti della singola persona
per comprendere il suo ambiente, i suoi
strumenti, le sue interazioni sociali e la
sua cultura” (Hutchins & Hollan)

Consultate questo pdf
Video sull'intelligenza connettiva
Intelligenza collettiva e intelligenza connettiva

 

 
 
  Testi scolastici digitali e social learning Wired intervista il Ministro Profumo
 




Scaricatevi la mia presentazione su:

Testi scolastici digitali e social learning

 

Profumo di  persona intelligente.

 

Scuola digitale, Docenti che producono i libri, Book in progress, Libro della classe, Studenti  protagonisti di innovazione, Comunità, Internet delle cose, Internet delle persone, Rivoluzione dei tempi e dello spazio, Intelligenza distribuita nel territorio, Istruzione e lavoro. Questi i tag dell'intervista di Profumo.  Video ...
  Scuola di Monkseaton: apprendimento intervallato
  Nel sito dell'ADI una presentazione interessante sull' apprendimento intervallato.
Si tratta di una tecnica educativa basata su ricerche di neuroscienze che suggeriscono un'impostazione differente dei tempi per l'apprendimento. Il docente propone 3 input differenti, lasciando agli studenti il tempo per la riflessione e l'applicazione di ciò che gli è stato presentato. La scansione è la seguente:
Primo input: il docente introduce gli argomenti chiave della lezione
Prima pausa: seguono dieci minuti di pausa e di riflessione da parte degli studenti
Secondo input: richiamo degli argomenti chiave da parte del docente
Seconda pausa : altri dieci minuti di pausa
Terzo input: lo studente applica i concetti presentati dal docente
Continua la lettura
 



Anche la loro sede è interessante.
Come realizzare una struttura di questo tipo in Sardegna ?

  Apple:  cambia il modo di produrre i testi scolastici. Fine di un'epoca.
  Funziona così:
1- Il mercato dei libri scolastici vale in USA 8 miliardi di dollari, in Italia quasi uno (assurdo, se si fanno i paragoni).
2- Se questo mercato diventa digitale si può costruire un modello economico in cui tutti guadagnano qualcosa(Apple vince, le famiglie degli studenti vincono), gli editori portano a casa la pelle.
3- Naturalmente oggi vince Apple, state certi però che Amazon e Google non staranno a guardare. A breve aspettatevi il market textbooks per Android.
4- La mossa di Apple è a tenaglia (all'interno ci sono gli editori).
Prima mossa.
a- gli editori vendono nella piattaforma Apple i libri digitali al prezzo massimo di 11 euro (circa 14 dollari, anche troppo, ma comunque fortemente ridotto se si pensa che il costo medio di un testo scolastico in usa è di  75 $), qualsiasi sia il loro prezzo cartaceo.
b- Apple vince due volte : per leggere i libri occorre avere l'IPAD e inoltre perchè gli editori devono cedergli una percentuale sulle vendite (il 30%, come per la musica ?)
c- Gli editori portano a casa la pelle perchè i loro libri vengono venduti e non piratati.
d- le famglie e gli studenti sono contenti perchè i libri hanno in alcuni casi sconti del 90% e poi si possono acquistare anche un capitolo per volta (1 euro?)
Seconda mossa.
a- Apple regala il sistema autore per costruire libri scolastici digitali accattivanti ai docenti.
b- I docenti costruiscono i libri e li vendono o li regalano sulla piattaforma di Apple.
c- Apple guadagna perchè i docenti acquistano l'IPAD.
d- I docenti guadagnano perchè fanno le loro APPS didattiche e le vendono oppure le regalano per prestigio (vanity press).
Prima o poi si realizzerà l'idea originaria di Steve Jobs: pagare non gli editori ma direttamente gli autori(i docenti) per produrre libri scolastici digitali e vendere IPAD con i libri già pre-caricati. Morale: Gli editori per vendere i loro contenuti devono pagare Apple perchè non sono stati capaci di innovare. Non è Apple che paga gli editori per avere i loro contenuti, sono gli editori che pagano Apple. Domanda : perchè un ente pubblico dovrebbe pagare gli editori per avere i loro contenuti, quando in un modello alla Apple sono loro che devono pagare?
  12 trend per il 2012 e 12  situazioni destinate a sparire prima del 2020 a scuola
  Nel sito statunitense MindShift si  propongono 12 trend che prenderanno piede o si rafforzeranno nel 2012 e altrettanti trend, azioni, cose o aspetti organizzativi  che invece spariranno da qui al 2020 nei sistemi scolastici. L'ADI ha tradotto queste considerazioni nell'articolo seguente:
 Leggi
 
  Social learning
  Una bella presentazione sul social learning: chiara, informativa e pratica. Consultatela e capirete ancora di più perchè il processo di digitalizzazione dei contenuti didattici nell'era dell' web 2.0, della generazione degli uploader e dei prosumer,  passa necessariamente attraverso il coinvolgimento dei docenti e degli studenti della scuola.
Leggete la presentazione
 
  Un'analisi di
  Nella pratica educativa sono cambiate più cose negli ultimi dieci anni che nei precedenti 1000. L'origine e le cause di questo cambiamento, più che all'accademia, ai docenti, alle scuole, scaturiscono da una serie di fattori che possiamo richiamare con una parola: internet. La rete è un grande  locomotore che sta cambiando il modo di apprendere e di condividere il sapere. Ecco i dieci eventi o strumenti che hanno avuto maggior impatto sull'apprendimento.
1- In precedenza l'educazione era sotto la tirannia di tempo e spazio, con la fruizione asincrona dei contenuti non più.
2- Intelligenza connettiva: liberi da un apprendimento solo lineare, via libera ai links e alla connessione fra di noi.
3- Ricerca e recupero: 24 ore su 24, 7 giorni su 7, siamo in grado con google di ritrovare le informazioni in un oceano.
4- Wikipedia, il 5° sito al mondo, completamente libero, fatto dagli utenti, disponibile in tante lingue.
5- Facebook, molte scuole lo proibiscono e sbagliano; social media è condividere le conoscenze e collaborare.
6- Twitter : anche  scrivere testi di 140 caratteri è scrivere, inoltre ci vuole sintesi.
7- Youtube ci ha insegnato come costruire brevi video. La lezione dura un'ora ? Troppo.
8- Videogiochi interattivi, basati sul learning by doing sulla correzione degli errori. Con i tablet sono ancora più immersivi.
9- Conoscere è un atto social, però i contenuti vanno presentati con tools come Word, Powerpoint e Flash. Importante.
10-Open source, non solo sul software; anche i contenuti ormai lo sono, quindi possono essere riutilizzati e condivisi.

Leggi l'articolo e buon 2012.
 
  Il ministro Profumo e  libri fatti dai docenti. La regione Sardegna e libri fatti dagli editori.
  Il nuovo ministro Profumo ha capito che i materiali didattici elettronici (meglio dire digitali) devono essere preparati dai docenti delle scuole, mica dagli editori (leggete qui). Questo suggerisce l'esperienza di book in progress di Brindisi, qui sotto recensita, che lo stesso ministro ha visitato ieri e che adotta solo libri scritti dai docenti; interessante anche perchè abbatte i costi dei testi scolastici del 90%. Questa visione innovativa, giusta,  in tempo di crisi è sicuramente opportuna.
  Visione  che era tra l'altro  all'origine del progetto di scuola digitale della stessa regione Sardegna, come risulta dalla delibera n. 52/9 del 27.11.2009  e che oggi  pare (spero sempre di sbagliarmi) sia stata abbandonata a favore  di un imminente bando di gara  che consegna i fondi POR sardi, previsti per la parte "contenuti" del progetto,  a  favore dei soliti noti editori del cartaceo (tutti continentali, manco uno sardo)  che finora, non solo non hanno fatto innovazione ma la frenano e si dividono in tre o quattro  i 750 milioni di euro che le famiglie italiane sono costrette a sborsare per i libri di testo scolastici. Il tempo degli sprechi è finito; in Grecia, con la crisi, il governo manda  alle scuole non più  libri cartacei ma un solo cd-rom, proprio uno solo, poi se lo riproducono le stesse scuole. Fine di un business.
Anche in Italia il tempo degli sprechi è finito. Basta con libri cartacei che costano 40 euro, con genitori costretti a spendere anche 500 euro all'anno per i testi scolastici. C'è la possibilità di spendere appena 35 euro all'anno, come nell'esperienza di Brindisi, oppure di avere i materiali didattici gratis se questi vengono finanziati con fondi comunitari come nel caso del progetto di scuola digitale della Sardegna. Caro assessore Milia, un altro passo avanti in questa direzione, per favore. Lei ha dimostrato di  aver già percorso questo sentiero, questa "semida" , quando per esempio ha accolto l'idea che devono essere i docenti più esperti (master teacher) a condurre per mano i loro colleghi meno esperti  nell'attività formativa per le LIM, quando ha stabilito che devono essere le scuole a decidere che LIM adottare. Spero che Lei  segua la "semida" del ministro Profumo, anche perchè forse è più giusto dire che è Profumo un suo follower. Se ne sarà capace, sarà ricordato come l'assessore che ha fatto risparmiare alle famiglie sarde  la quota parte dei 750 milioni del budget nazionale per i testi scolastici. Un passo nella direzione opposta invece (lei non lo merita)  e sarà ricordato come l'assessore che ha usato fondi pubblici per finanziare gli editori nazionali, ciò che neanche il governo romano vuole fare più, mettendo a disposizione  fondi POR della Sardegna per risolvere problemi di aziende editoriali che, operando al di fuori della Sardegna (l'apporto degli editori sardi nella scolastica è ampiamente trascurabile) farebbero lavorare solo ditte del continente.

A proposito di scuola digitale, ecco un esempio di scuola digitale che non vogliamo. Quella che i Goldman Sachs boys si stanno costruendo negli USA.

 

   
 
  Il 2012 sarà l'anno della scuola digitale ?
 


Leggete un articolo del Corriere, non è male.

 

 

E  daje, quando non sanno cosa dire ripetono la solita solfa: le scuole medie sono inadeguate, anzi “inferiori”  e le professoresse sono vecchie.

 

I brillanti analisti della fondazione Agnelli si chiedono  “Perché i problemi della scuola italiana nascono alle medie ?”, dando per scontata una cosa che non lo è affatto. Quasi che la scuola secondaria di primo grado fosse popolata di docenti antropologicamente differenti da quelli delle scuole primarie, vanno avanti con la solita tiritera. Le medie sarebbero “la terra di mezzo”, “il vaso di coccio” rispetto all’eccellenza delle scuole elementari, e così riproducono fedelmente  uno dei luoghi comuni più statii e meno giustificati dai fatti, tanto che  Luca Ricolfi nel suo testo “Illusioni italiche. Capire il paese in cui viviamo senza dar retta ai luoghi comuni (2010)” dedica all’argomento un gustoso capitoletto.

A scanso di equivoci,  il rapporto della fondazione si preoccupa  di  escludere la benché minima responsabilità degli studenti italiani, definiti non dissimili dai loro coetanei europei.  La colpa sarebbe invece dei docenti: vecchi, poco inclini al dialogo con gli adolescenti e dediti ad un turnover impressionate.
La soluzione che  i costruttori di automobili propongono, oltre la normale “rottamazione” dei  docenti (troppo vecchi, ovvio), viene individuata nel prolungamento del  tempo scuola con l’apertura delle scuole di pomeriggio (ma non esiste già il tempo prolungato ?)  e nella costituzione di un nuovo  ceto di docenti, appositamente formato per insegnare nelle scuole  secondarie di primo grado. Insomma, ecco svelato l’arcano, giustamente  questo ordine di scuola si chiamavmedia inferiore.  L’aggettivo si dispiega in questa concezione in  tutta la sua potenza di rappresentazione.

I docenti sono vecchi ? Perché quelli che sono ora al governo, sostenuti dai torinesi, sono più giovani ? Non mi pare. Come mai in alcuni casi i vecchi sono saggi e preparati e in altri casi sono da rottamare ? Quali sono le indagini comparative internazionali che vengono portate a sostegno delle affermazioni. Vediamole. Ocse Pisa ? Non può essere. Questa indagine riguarda solo i quindicenni, cioè nel 98% dei casi, riguarda i ragazzi del biennio delle “superiori”.  Solo il 2% fra essi proviene infatti dalla scuola secondaria di primo grado. E, poiché quindicenni, è ovvio che in questo paniere finiscano solo gli studenti  ripetenti. Pertanto è assolutamente normale che in questa indagine i ragazzi ancora alle medie risultino al di sotto della media di altri sistemi scolastici che invece hanno una scansione differente degli ordini scolastici. Ma forse si fa riferimento ad un’altra indagine, l’indagine Tims del 2007, quella che fece titolare tutti i giornali italiani “Ottime le scuole elementari, male le scuole medie.  Su questo ho già scritto che si tratta di falsità, potete leggere qui.  

Le cose sono abbastanza semplici da capire: elementari, medie, superiori  siamo tutti nella stessa barca. Il sistema scolastico italiano è costoso, anche se paga poco i docenti e inoltre  scontenta tutti: studenti, famiglie e decisori politici. Non sarà il caso di cominciare a pensare ad un sistema scolastico sardo ?  

 

  Finanziamenti per l'utilizzo del sardo nell'insegnamento di qualsiasi disciplina
  Mancai zopi zopi e abellu abellu, sa Regione Sarda finanziada cursus po s'insignamentu de su sardu curriculare.
 

Bai a biri in su logu de sa regione

Logo Regione Sardegna
 

    Risorse didattiche libere, interessanti  e quasi sempre gratuite
 

Federica
Non è il nome di una bella ragazza ma il sito che consente accesso libero ai materiali didattici
digitali prodotti dall'Università  Federico II di Napoli.
Federica è
-Living Library
: un elenco di siti didattici ben catalogati da esperti
-campus virtuale: ricostruzione tridi- mensionale dell'Ateneo Federico II
-mobile learning: le risorse disponibili per iPhone e iPod Touch.

 

LEARN ANYTHING FROM ANYONE

Our vision is to transform every city into a university, every venue into a campus, and every neighbor into a teacher and student.  Skillshare is a community marketplace to learn anything from anyone. We believe that everyone has valuable skills and knowledge to teach and the uriosity to keep learning new things. This means our neighborhoods, communities, and cities are really the world's greatest universities. Our platform helps make the exchange of knowledge easy, enriching, and fun.

 

Uno spazio di collaborazione per l'apprendimento delle scienze.

Scitable is a free science library and personal learning tool brought to you by Nature Publishing Group, the world's leading publisher of science.

Skype in the classroom is a free community to help teachers everywhere use Skype to help their students learn. It’s a place for teachers to connect with each other, find partner classes and share inspiration. This is a global initiative that was created in response to the growing number of teachers using Skype in their classrooms.


Teach the world on line- Volontari che insegnano inglese on line in tutto il mondo.

10 Open Education Resources You May Not Know About (But Should)

A WORLD-CLASS EDUCATION FOR EVERYONE ON EARTH

Academic Earth was founded with the goal of extending high-quality online learning opportunities to people around the globe.

Fai delle richieste di aiuto e riceverai una risposta.  
    Big Bang, fra i 100 punti per l'Italia presentati alla Leopolda di Firenze, uno riguarda i libri di testo
  tesi 85. Ebook per tutti. Moltissimi libri sono liberi dai diritti d’autore, in pratica lo sono tutti i classici della letteratura italiana. L’invenzione degli ebook ha eliminato i costi di stampa e di distribuzione di un libro e, nel caso specifico, non essendoci diritti d’autore, neppure questa voce di spesa è presente. I costi sono soltanto legati alla accessibilità su web dei titoli e l’organizzazione del loro downloading. Il Ministero della Pubblica Istruzione, con spesa molto contenuta, potrebbe offrire la disponibilità degli e-readers a titolo gratuito a tutti gli studenti e promuovere una diffusione simile, a basso costo, anche dei libri di testo (anche se alcuni punti sono discutibili, la tesi è comunque interessante).
 
    Open Educational Resources
  Il movimento OER (Open educational resources) opera nel campo della didattica seguendo lo stesso modello del software  open  source. Nel sommario del libro Giving Knowledge for free  si legge:
An apparently extraordinary trend is emerging. Although learning resources are often considered as key intellectual property in a competitive higher education world, more and more institutions and individuals are sharing digital learning resources over the Internet openly and without cost, as open educational resources (OER). This study, which builds on previous OECD work on e- learning, asks why this is happening, who is involved and what the most important implications are.
Scaricatevi il testo in pdf
 
    Scuola 2.0 in Spagna
   Come vuole il buon senso, in Spagna costruiscono la scuola 2.0 a partire da cinque capisaldi.
1- Dotazioni hardware : lavagne interattive per i docenti e pc portatili per gli studenti;
2- Materiali didattici, generati dai docenti attraverso un processo continuo, che non finisce quando i fondi del progetto hanno termine ma si rinnova;
3- Formazione continua dei docenti sull'uso  dell'hd e su come generare altri  materiali;
4- Responsabilizzazione della famiglia per un corretto uso dei device per l'apprendimento;
5- Evoluzione e disseminazione delle buone pratiche.
Il progetto è cofinanziato dal Ministero e dagli enti locali.

Leggi e guarda i video del progetto.
 
    Cosa è in grado di fare anche un solo docente... altro che industria editoriale !
  Circa 2.500 piccoli video su youtube consentono a chiunque, da qualsiasi posto e in modo del tutto gratuito di imparare matematica, scienze, discipline umanistiche e altro. Magari oggi si dirà:  "... purtroppo  sono in inglese", domani si dirà "meno male, che gran fortuna".
Vai al sito
 
    Qualche documento sul convegno sulla scuola digitale di Cabras
  Roberto Maragliano  sull'Immobile scuola.
Un' interessante analisi sull'editoria digitale del dott. Agostino Quadrino di Garamond.
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Chi produce i contenuti didattici nell'web 2.0 ? Editori o docenti ?
Leggi l'ultimo numero della rivista Bricks, veramente interessante per capire l'intricata rete di problematiche legate al libro di testo digitale.
Visiona il sito di Book in progress: una rete di circa 300 docenti  che scrive e stampa i libri di testo  all’interno delle scuole.
 
    Il futuro dell'editoria cartacea in relazione al digitale
  In questo libro l'editore Sara Loyd scrive il Manifesto dell'editore del XXI secolo, ovvero come gli editori possono riposizionarsi e cambiare modello di business nel mondo digitale. Ha ancora senso il mestiere dell'editore nell'era della disintermediazione resa possibile da internet? Gli editori sapranno trovare nuove modalità per produrre valore oppure spariranno ?

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    Nuova forma libro di testo OpenTextBook
  A registry of textbooks that anyone can access, reuse and redistribute.
Anzichè riscoprire la ruota tutti gli anni e adottare nuovi libri di testo non è meglio costruirli, condividerli, modificarli, svilupparli e regalarli una volta per tutte ?

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Connexions is a place to view and share educational material made of small knowledge chunks called modules that can be organized as courses, books, reports, etc. Anyone may view or contribute.
Gli autori creano i piccoli moduli, i docenti li assemblano liberamente e in questo modo si crea il libro di testo gratuito.
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    Libri di testo digitali: come saranno ? Chi li realizzerà ? Cambierà il sistema editoriale ?
 
L'art. 15 della legge 133 del 2008 dice "... A partire dall'anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all'adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili". Non dice però come saranno questi libri e per quale strumento digitale saranno prodotti. Io sono convinto che :
1- i libri di testo digitali risponderanno alle  regole dell'economia digitale, saranno cioè gratuiti come è gratuito fare ricerche in Google;
2- risponderanno alla logica dell'WEB 2.0: non ci sarà chi li produrrà e chi  li leggerà ma saranno  prodotti-letti dai prosumers, i  produttori consumatori, esattamente come succede per i contenuti di facebook dove  i contenuti vengono prodotti dagli utenti;
3- con la multimedialità saranno molto più attraenti di un libro di testo tradizionale tuttavia non si perderà affatto il significato e il valore della parola scritta. Il testo scritto permane anche se diventa digitale;
4- gli editori saranno costretti a cambiare il loro modello di creazione di valore: chi non lo farà sparirà. Trucchi  come quello del libro misto appariranno in tutta la loro evidenza. Tentativi di puntellare l'editoria tradizionale, come il progetto di editoria digitale del MIUR, riveleranno quanto sono conservatori;
5- mentre i  libri generici potranno  essere letti da un reader ebook, i libri scolastici digitali, poichè saranno dei veri e propri ambienti di appredimento,  in relazione di connessione con le LIM, richiederanno uno strumento ben più avanzato che allo stato non è commercializzato ma che è facile costruire perchè la tecnologia esiste già.
Qualcosa si muove, qui sotto due esperienze interessanti.
 
    Una videolibrary costruita sulla Treccani My DIDASpedia: un nuovo libro di testo
 

OVO è un'enciclopedia video, una library che si compone di migliaia di documentari della durata di circa 3 minuti ciascuno. I video di OVO offrono un'esperienza di grande impatto visivo. I testi dei video sono basati sui lemmi presenti nell'Enciclopedia Treccani e approvati dall'Istituto stesso. La library, disponibile su www.ovo.com, è in continua espansione e in costante aggiornamento. Presto arriverà a coprire tutto ciò che di rilevante bisogna conoscere per poter leggere il mondo, la sua storia e la sua attualità.
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 My DIDASpedia è un libro di testo digitale che:
  si può leggere con tutti gli apparati provvisti di browser:
     
PC, Mac, Notebook, iPad, Tablet, Netbook
    non necessita di essere scaricato
    è accessibile ovunque ci sia un collegamento alla
       rete  internet: a scuola, a casa, altrove.

   Il suo contenuto: 


           viene aggiornato continuamente
           viene accresciuto anche con il contributo fornito       
              dagli insegnanti, dagli Studenti e dai loro Familiari.
           è totalmente gratuito.


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    Dichiarazioni farneticanti della CGIL sul progetto scuola digitale
  Prima che a qualcuno venga in mente di rimuoverlo, tanto è oscurantista, totalmente sballato nei dati, frutto di analisi improvvisate di chi a scuola non è mai passato, cliccate qui per leggere il documento CGIL sul progetto  scuola digitale della regione Sardegna.   Poichè è un caso di scuola tanto è scorretto e insostenibile, qui trovate lo stesso documento della CGIL  inviato alla mail ufficiale delle scuole.  Considerato che le fesserie sono molte, qui discuto solo delle prime due, ci vorranno molte puntate e molto lavoro per replicare a tutte.
Prima parte , ovvero  sui dati errati
Seconda Parte, ovvero sull'edilizia scolastica
 
    Sperimenta, Sperimenta,... qualcosa resterà ?
  Per scherzo spesso  si dice : “Chi sa fa, chi non sa insegna”. Magari i presidi potrebbero continuare lo scherzo   così : “chi sa insegnare insegna, chi non sa insegnare fa il preside”.  Ho poi sentito un ispettore, molto arguto e conosciuto che  argomentava così : “chi non sa fare il preside fa l’ispettore. Se proprio non è capace a fare l’ispettore allora tenta di diventare Direttore scolastico regionale”. Non possiamo continuare fino ad arrivare al ministero perché sembra che a questo punto la catena si interrompa ed è meglio interromperla. Il “paradigma” utilizzato può essere valido  anche nel caso dell’innovazione, della scuola digitale e della valutazione.  Quando sai cosa fare,  lo fai, se non sai cosa fare allora sperimenti. E’ successo con scuola digitale, sta succedendo anche con la valutazione.   Continua
 

  Risultati dell'indagine OCSE PISA del 2009

OcsePisa:quando Repubblica mistica i dati
   L'indagine Ocse Pisa del 2009 era centrata principalmente sulla competenza in lettura dei quindicenni di 74 paesi. La scuola italiana inverte la tendenza rispetto ai risultati disastrosi del 2006 ma rimane sempre nelle ultime posizioni. Siamo la 5° o 6° (o eravamo) potenza (si fa per dire) industriale del mondo però ci precedono  23 Stati: Korea, Finland, Canada, New Zealand,Japan, Australia,Netherlands, Belgium,Norway,Estonia, Switzerland, Poland, Iceland, United States, Sweden,Germany,Ireland,France,Denmark,United Kingdom,Hungary,Portugal. All'interno delle macroregioni italiane, la Lombardia  si colloca ben al di sopra della media ocse, al primo posto in Italia e riesce a far meglio  anche del nord-est. La Sardegna  è fra le ultime, accompagnata dalle regioni del sud, in questi anni strafinanziate con fondi cosidetti strutturali, che evidentemente così strutturali non sono. Il dato reale della Sardegna è da considerarsi al di sotto dei dati presentati in queste slide, se si tiene conto che fra i circa 1700 studenti sardi coinvolti nella rilevazione non erano presenti i quindicenni della formazione professionale regionale (cancellata dalla precedente amministrazione), che, è noto da tempo, riportano risultati molto più bassi rispetto ai coetanei dei Licei, dei Tecnici e anche dei professionali di Stato.

Presentazione
Leggi il commento Invalsi ai dati.
Recentemente il quotidiano La Repubblica ha sostenuto che le competenze in lettura degli studenti italiani scalerebbero la classica ocse-pisa anche di dieci punti, se non fosse per l'effetto  zavorra costituito dalle scuole private, responsabili del nostro scarso successo in questa indagine. Premesso che siamo tutti  a favore della scuola pubblica, non occorre falsificare i dati per rimanere fedeli a questa convinzione. Non c'è bisogno di essere scorretti. Ad occhio la tesi  dell'articolo mi era sembrata insostenibile  perchè sapevo che le scuole private presenti nel campione della rilevazione del 2009 erano  appena 31 su 1062. Come potesse  l'appena 2.9%  del campione riuscire a tirare verso il basso in modo così pesante il restante 97.1 % del campione mi sembrava impossibile. Repubblica ha fatto di peggio: ha confuso le scuole private con le scuole non statali e conseguentemente ha attribuito  i risultati negativi dei centri di formazione professionale delle regioni (non statali ma finanziate con denaro pubblico) alle scuole private. Totalmente scorretto. Norberto Bottani ci chiarisce tutto in questo articolo pubblicato su ADI scuola.
     Learning for extremes Il  disastro della scuola italiana
  Le strategie prossime venture dei governi sull'educazione:

1- Migliorare il sistema scolastico è necessario ma non basta
2- Occorre reinventare il sistema usando la tecnologia
3- Sviluppare l'educazione informale investendo nelle famiglie e nelle comunità
4- Transformational innovation: l'educazione andrà oltre la scuola.  Si creeranno sistemi low cost, peer to peer, adatti ai poveri e il prossimo John Dewey sarà africano o  indiano.

Leggi il rapporto di CISCO

 

Lo sapevamo già, tuttavia leggere questi dati , pubblicati sul sito della Garamond, tratti da indagini internazionali e da documenti ministeriali, conferma lo stato disastroso della scuola italiana: costa più delle altre, scontenta tutti e  fallisce miseramente. Non bastano le riforme, occorre cambiare radicalmente l'intero modello. A breve un commento ragionato, per il momento "disgustatevi" da soli.
Continua.

Education at glance 2010

Charter schools

   
  L'Ocse presenta il rapporto 2010 sull'educazione. La scuola italiana è un capolavoro  di inefficienza, scontenta tutti e costa più delle altre. I dati numerici dimostrano che il luogo comune della scuola primaria come isola felice rispetto agli altri ordini scolastici,  costruito ad arte negli anni dai pedagogisti maestri elementari  divenuti consulenti ministeriali di burocrati digiuni di didattica, è totalmente inventato e privo di fondamento.

Leggi il riassunto in italinao del documento
Leggi articolo del corriere


Negli Usa, dove tutto è "più grande", ci sono scuole di 200 alunni e anche meno: sono le  charter schools, organizzate da piccole comunità, da docenti o da genitori. Costano di meno perchè sono libere dalla burocrazia e potrebbero essere utili anche da noi per consentire alle piccole scuole di continuare a vivere.

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Risorse educative aperte

Scuola digitale in Sardegna

 
 
Fra il 2005 e il 2007, una Comunità di Interesse di oltre 600 partecipanti provenienti da più della metà dei 193 Paesi Membri dell'Unesco ha partecipato alle discussioni online sulle Risorse Educative Aperte (REA/OER) - contenuti aperti per l'educazione. Internet e il web offrono opportunità di interazione che hanno un enorme potenziale per un'organizzazione come l'UNESCO, che ha il mandato di fornire indicazioni e sostenere azioni a livello mondiale.

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La giunta regionale approva le linee guida del progetto Scuola digitale in Sardegna.

Linee guida

Abstract

Delibera di novembre

INVALSI: Servizio Nazionale Valutazione

INVALSI: Prove esame 1° ciclo


Scarica i materiali
 


Scarica fascicolo di italiano
Scarica fascicolo di matematica
 

Situazione scuola sarda  

Innovascuola

Grafico dati scuola sarda

Primi dati :Quadri di sintesi di classi e sezioni sottodimensionate, tempo pieno, pluriclassi, per l'a.s. 2009/2010 per Infanzia e primaria. Andamento della polazione scolastica dal 2000/01 al 2009/10
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   Dimensionamento

  Edilizia scolastica

Delibera regionale sul dimensionamento

Piano regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Annualità 2009/2010.
DELIBERA

ALLEGATO

Edificio scolastico Eleonora d'Arborea di Cagliari

Validazione dati sull'edilizia scolastica.



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  Ocse-Pisa

 Orientamento

Rilevazione Ocse Pisa - 2009

Rilevazione 2009. 
On line esempi di prove.  

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Orientamento

Nuovo progetto ministeriale sull'Orientamento.
 

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  I numeri della scuola sarda

 

Indagine sulla scuola sarda

  Presentato dalla Direzione scolastica regionale un report sullo stato della scuola sarda.
Riflessioni sull' offerta formativa, indirizzi di studio delle scuole della sardegna, sedi dei plessi sottodimensionati  e altro. 






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  Italiano per stranieri

  USR statistiche

Italiano per stranieri

L'Ufficio scolastico provinciale di Brescia propone un sito con materiali video per l'insegnamento dell'italiano agli immigrati.

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USR Statistiche

Dati statistici dell'USR per la Sardegna.





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  Rilevazioni nazionali

 Rilevazioni internazionali

Rilevazioni nazionali

Materiali didattici per la rilevazione nazionale INVALSI.
Nuovi materiali 11 giugno 2009.

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Rilevazioni internazionali Vasto repertorio di documenti e prove di valutazione per scuole di ogni ordine.
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 Spazio alle scuole

 

 TG dei Bambini

TG dei Ragazzi

TG delle Ragazze

 

TG Bambini

TG Ragazzi

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Video di Italiano e  Storia Su comunicau
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Web TV
 

LIM

Lavagne interattive multimediali

 

Rinaldo Rizzi

24 Novembre 2007
Cagliari

Seminario
Obbligo scolastico

Giorgio Sanna

Aprile 2007
Cagliari

Insegnare scienze sperimentali

USR Emilia Romagna

USR Emilia Romagna 
Bologna

WEB
TV

Sardegna sostenibile

Anno scolastico 2008
Cagliari


Sardegna
Sostenibile

Orientamento
Convegno MIUR ad Abano

Orientamento: convegno

Strumenti didattici
 

Piattaforme e-learning Piattaforme


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